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“Il Belcanto ritrovato”, parte da Pesaro la prima edizione del festival nazionale in programma dal 23 agosto al 10 settembre

Il direttore artistico Daniele Agiman
Il direttore artistico Daniele Agiman
di Elisabetta Marsigli
3 Minuti di Lettura
Martedì 22 Marzo 2022, 10:00

PESARO - Subito dopo il Rof, questa estate Pesaro proseguirà il suo viaggio nel mondo della lirica con la prima edizione del festival nazionale “Il Belcanto ritrovato”, in programma dal 23 agosto al 10 settembre, per un progetto che si estenderà anche ad altri teatri e luoghi storici delle Marche.

Sono cinque i comuni coinvolti (Pesaro, Fano, Urbino, Arcevia e Montemarciano) e cinque anche le istituzioni culturali che forniscono il loro sostegno: Rossini Opera Festival, Fondazione Rossini, Fondazione Teatro della Fortuna di Fano, Accademia d’Arte Lirica di Osimo, Liceo Artistico F. Mengaroni di Pesaro. A questi si aggiungono imprese private del territorio che con il loro contributo economico hanno reso possibile la realizzazione del Festival: ILVA Glass SpA e Papalini Spa. A coordinare il tutto, con la direzione artistica di Daniele Agiman, è l’Orchestra Sinfonica G. Rossini, presieduta da Saul Salucci, istituzione riconosciuta come complesso orchestrale dal Fondo Unico dello Spettacolo.


La rassegna
La rassegna nasce con lo scopo di far conoscere le opere di compositori italiani tra il 1800 e il 1850, prediligendo farse, opere buffe o semiserie. Nella prima metà dell’Ottocento il melodramma in Italia attraversa, infatti, uno dei periodi di massimo successo: il pubblico affolla sempre più i teatri, la richiesta di titoli sempre nuovi continua a crescere, così come il numero di compositori. «Nonostante la prima metà dell’800 - spiega Rudolf Colm appassionato di Belcanto e ideatore del progetto - sia stato un periodo di fertile produzione, ciò che normalmente viene eseguito ancora oggi si riferisce ad autori come Rossini, Donizetti e Bellini, tre musicisti che sono solo la punta di un iceberg enorme con almeno altri 50 autori e circa 1200 opere. Il Belcanto, “melodia semplice e ritmo chiaro” secondo Rossini, portò in quegli anni, l’opera lirica a una vera industria musicale. Riscoprire questa musica implica non solo fare ottime esecuzioni, ma anche riscoprire le opere che giudicheremo più meritevoli, in un’opera di trascrizione e quindi di prima esecuzione mondiale moderna».


Il programma
L’edizione 2022 del festival, se da un lato, focalizzerà l’attenzione sul piemontese Pietro Generali (1773-1832), con la messa in scena della farsa “Cecchina suonatrice di ghironda”, dall’altro dispiega tutta la ricchezza e la qualità espressiva del Belcanto italiano con altre quattro produzioni concertistiche, in cui saranno eseguite musiche di Balducci, Briccialdi, Carafa, Corticelli, Giovanni, Mercadante, Nini, Pacini, Paer, Pavesi, Persiani, Portugal, Raimondi, Soliva, Spontini, Vaccaj, Zingarelli, e molti altri compositori tra i più applauditi dell’epoca. Il valore di questo festival sta anche nella riscoperta di luoghi oltre il confine provinciale: nella cartolina promozionale presentata in conferenza stampa, sono infatti stati inseriti i riferimenti turistici delle amministrazioni che lo sostengono.

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