Il regista e illustratore Simone Massi di Pergola nella cinquina dei Nastri d’Argento: «Gli sconfitti della Storia nel mio immaginario»

Domenica 8 Maggio 2022 di Elisabetta Marsigli
Il regista e illustratore Simone Massi originario di Pergola

PERGOLA - C’è anche il pergolese Simone Massi, nella cinquina dei finalisti dei Nastri d’Argento 2022 con “Ad ogni alba”, un cortometraggio che dona immagini alla canzone omonima di Fiumanò Domenico Violi, parte del concept album “9 minuti 9”, scritto dal cantautore calabrese contro ogni forma di pena di morte.
Da una parola può nascere un film e “Ad ogni alba” ne è un esempio perfetto? 
«Non so se “Ad ogni alba” possa essere considerato un esempio perfetto, ma di sicuro da una parola possono nascere tante cose e, fra queste, un film». 

 


Come è nata la collaborazione con Fiumanò? 
«È iniziato tutto nell’agosto del 2019, ma c’è stata poi una lunga pausa e ho temuto che il tutto naufragasse. In questo caso invece c’è stata una sana determinazione e una pazienza che a portato a cercarci e a ritrovarci finché, alla vigilia del Natale 2020, ho consegnato la prima bozza di storyboard». 


Quasi un videoclip, ma in realtà molto di più: un’esperienza sensoriale di grande poesia… 
«All’inizio pensavo dovessi rincorrere le parole, il testo della canzone. Domenico invece è stato subito molto chiaro: non doveva essere un videoclip. Non in senso classico almeno. Mi preme dire che per la prima volta in vita mia non ho realizzato i disegni, ero assorbito da altri progetti. Tutti i fotogrammi sono stati realizzati da Pietro Elisei, bravissimo illustratore e animatore spoletino».


C’è qualcosa di molto intimo e al tempo stesso universale nei suoi disegni. Con lei l’animazione ha subito un’impennata di interesse: dalle 5 sigle della Mostra del Cinema di Venezia ai 2 Nastri d’Argento vinti, fino al Premio Flaiano nel 2019 e alle 10 copertine dei libri di Pavese… 
«È un grande complimento, grazie. Devo dire grazie al territorio e a chi lo ha vissuto e lavorato, generazioni di uomini straordinari a cui ho sempre guardato con enorme affetto e gratitudine. Contadini, partigiani, operai, minatori, emigranti, gli sconfitti della Storia hanno riempito il mio immaginario e si riversano da una ventina d’anni nei miei cortometraggi animati». 


Lei lavora a mano: quali sono i tempi di realizzazione di un suo corto? 
«Lunghissimi, un anno di lavoro per un paio di minuti di animazione. Ma va considerato che il cinema d’animazione non segue i tempi della vita vera, è insieme artigianato, arte e sogno. Realizzarlo a mano è un’impresa un po’ folle, di sicuro anacronistica, ma di questo non mi curo e se ancora riesco a farlo è perché c’è ancora chi riesce ad emozionarsi vedendo dei personaggi di carta».


C’è qualche suo lavoro a cui è più affezionato?
«Non c’è un lavoro in cui non abbia dato tutto, di conseguenza non ce n’è uno che considero più o meno importante, ma quando proiettano i miei film esco dalla sala o guardo per terra».


Come nascono le idee per nuove animazioni? 
«Non lo so e non lo voglio sapere. Le idee vengono e basta. Quando succede devo essere veloce a scrivere e appuntarle. Indagare l’aspetto creativo è un qualcosa che a mio parere va lasciato nel mistero da cui proviene». 


Domani sapremo l’esito dei Nastri d’Argento 2022, è già al lavoro su qualcos’altro?
«Ho ricevuto sette nomination con due premi e una menzione speciale: essere in cinquina per così tante volte è già un premio alla carriera: non chiedo e non mi aspetto altro, va bene così. Preferisco concentrarmi sul nuovo lavoro, il lungometraggio d’esordio che dovrebbe vedere la luce nella primavera del 2023».

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