Il sassofonista Mondelci nella baia di Punta Granitola: «Nuotate siciliane per riposare le spalle dopo tanti concerti»

Il sassofonista Mondelci nella baia di Punta Granitola: «Nuotate siciliane per riposare le spalle dopo tanti concerti»
Il sassofonista Mondelci nella baia di Punta Granitola: «Nuotate siciliane per riposare le spalle dopo tanti concerti»
di Lucilla Niccolini
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Domenica 18 Settembre 2022, 06:55

OSTRA VETERE - Quante stelle, sul terrazzo della sua casa, nel centro di Ostra Vetere. E che felicità, aspettare le ore piccole nel fresco della notte, condividendo con gli amici musicisti i commenti di un concerto in piazza. L’estate è passata in un baleno, quello che brilla all’improvviso sull’ottone lucido del sax di Federico Mondelci, mentre, da padrone di casa/complice, accompagna in una session uno dei grandi interpreti invitati al Marche Festival 2022.  «Un’estate faticosa, ma anche di grande soddisfazione, per questa iniziativa che ha portato qui nomi di spicco». E tanti giovani: quasi ottanta, quest’anno, per le masterclass di sassofono abbinate al festival. «Mettono tanto entusiasmo, con la loro bravura, nelle esibizioni in cui si producono tra piazzette e vie del paese». Viene coinvolto un pubblico di cittadini e di turisti, che scoprono un approccio “quotidiano” alla musica, nei luoghi della vita di tutti i giorni. «È un piacere, vederli girare per casa, confrontarsi a tu per tu con i maestri, in una dimensione domestica».

L’ostello fervido di idee


Federico e la sua Antonella ogni anno aprono le porte della loro dimora elegante, che nei mesi estivi si trasforma in una sorta di ostello di lusso, fervido di idee, pieno di suoni e voci. «Poi, però, quando tutti se ne vanno, e torna il silenzio, abbiamo bisogno di staccare». Tirati i pesanti tendaggi sui finestroni, si spengono i riflessi sul pianoforte a coda e sui sassofoni impettiti, e via, a cercare il mare, all’altro capo d’Italia. «Nei pressi di Mazara del Vallo, a Punta Granitola, dove Antonella ha una casetta. Una baia chiusa da un faro, che a settembre è pressoché deserta. Sembra di stare in Africa, la Tunisia è lì di fronte». Appena una settimana di vacanza, in pieno relax. «Riposo e lunghe nuotate, che mi servono per recuperare la mobilità delle spalle, messe a dura prova dal mio strumento». Uno stacco netto, «anche se appena arrivato, ho subito dovuto riaprire il pc: tra meno di tre settimane riprende la programmazione dei concerti a Senigallia».


Il lavoro estivo


L’abitudine al lavoro estivo, Federico Mondelci ce l’ha da quand’era ragazzino. «A casa mia non si conosceva il significato della parola “vacanza”. Mio padre aveva un’attività commerciale qui a Ostra Vetere, prodotti e strumenti per il riscaldamento, e tutti, in famiglia, facevamo la nostra parte. Finita la scuola, i miei due fratelli e io eravamo coinvolti nelle consegne e nella contabilità». Che svaghi? «Al mare con mamma e papà, ma solo la domenica. Così talvolta io, che ero il più piccolo, il discolo di casa, fin da quando avevo dieci anni facevo l’autostop per andare in spiaggia a Senigallia. Erano altri tempi». Sorride di nostalgia. «Passavo da solo gran parte del tempo libero, a passeggiare nei campi. Salivo sugli alberi, e contemplavo per ore la campagna circostante». Sognava un futuro da musicista, immerso nel canto delle cicale? «Mi piaceva la musica, ma non potevo immaginare che sarebbe diventata la mia vita». Mondelci, dopo il conservatorio a Pesaro, ha seguito a Bordeaux i corsi di Jean-Marie Londeix. «Da lui ho imparato che la musica, oltre a crearti uno spazio interiore, alimenta il potenziale emozionale, l’energia ideativa». Concertista e insegnante, è formidabile organizzatore di eventi, da qualche anno, con lo stimolo creativo della sua Antonella. «Con l’Ente Concerti di Pesaro, tante iniziative, d’estate, anche collaterali al Rof. Poi mi sono chiesto: perché non far scoprire, con la musica, i nostri borghi?». Ed è nato MonteSaxNovo, poi Marche Festival, che si è appena aggiudicato un bando del Mic. Altre stellette, per Mondelci. E le stelle, appese sulla sua terrazza di Ostra Vetere, stanno a guardare.

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