B-water tra fitness e arti marziali, una scienza del combattimento ideata da Bruce Lee che ora viene insegnata nella palestra di San Biagio di Osimo

Giovedì 9 Settembre 2021 di Federica Buroni
Il titolare della palestra di San Biagio di Osimo Luca Scavuzzo, i due coach Matteo Manini e Giorgio Mariscoli e due allievi

OSIMO - Bruce Lee toccherebbe il cielo con un dito. Già, proprio lui,il fondatore del Jeet Kune Do, il più grande e influente artista marziale di tutti i tempi. A lui e alla sua magica arte, s’ispira il corso “B-water”, il primo in tutta la provincia di Ancona a prendere a modello le sue tecniche, promosso dalla palestra Mia & Ando Fitness club di San Biagio di Osimo, in provincia di Ancona. Una vera primizia, una leccornia per appassionati del genere e neofiti, che prenderà il via entro il mese di settembre. Ai due istruttori, Giorgio Mariscoli e Matteo Manini, l’arduo compito di divulgare una filosofia davvero speciale e dalle mille sfaccettature, contesa com’è tra il fitness puro e arti marziali senza tralasciare scherma e pugilato.
«Stiamo parlando di una scienza del combattimento ideata da Bruce Lee con un mix tra tecniche delle arti marziali orientali e gli sport da combattimento occidentali – spiegano i coach -. Il tutto condito con i principi del Taoismo, del Buddismo Zen, del maestro indiano Krishnamurti e del Pragmatismo». Ed ecco servita la miscela esplosiva che fa di questa disciplina un pezzo più unico che raro. Ed ecco perchè solo pochi, temerari, scelgono di addentrarsi in una disciplina come questa. Dal generale al particolare. «La tecnica è complessa – rilanciano Mariscoli e Manini -, Lee ha messo insieme Judo, Ju Jitsu, Karate, Taekwondo, Kendo ma anche Muay Thai, Aikido, Silat. E ancora: Tai Chi, Panatukan e svariati stili di kung fu». Dall’Oriente all’Occidente, il passo è veloce e breve. Anzi, brevissimo. Nel suo processo di sintesi tra le varie discipline, «il pugilato e la scherma sono i due punti di riferimento con le posizioni, il footwork e altre strategie di movimento”.
I dettagli fanno la differenza, giusto per focalizzare il livello di tecnica di cui stiamo trattando. I coach puntano sullo stile: «Il principio di base del Jkd, quello cioè d’intercettare l’avversario, è un atteggiamento tipico della scherma. Per i movimenti e la generazione di massima forza, invece, il grande maestro s’ispirò a pugili come Dempsey, Haislet, Driscoli. È così che il jab verticale, il corretto allineamento, il modo di colpire un corpo nonchè la rotazione del bacino e altre tecniche ancora derivano proprio dal pugilato».
Fatto il punto, tocca ora agli allievi riprendere le fila. Da queste premesse, dunque, muoverà i primi passi ad Ancona, alla palestra Mia &Ando Fitness Club, “B-water”, per insegnare il metodo tradizionale del Jkd basato sullo street fight, sulla difesa personale, sul functional primtive e tecniche a mani nude e con armi. «È una sfida – insistono i coach -: questo è il primo corso organizzato ad Ancona. Tra l’altro, va considerato che, per insegnare questo sport da combattimento, è importante anche conoscere le teorie e le metodologie della fisiologia e biomeccanica del corpo umano». Il maestro insegna.

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