Il belcanto tra storia e letteratura, tre appuntamenti a Porto San Giorgio. Il musicologo Santarelli: «Opera lirica? Una magia»

Lunedì 17 Gennaio 2022 di Chiara Morini
Il musicologo e regista Paolo Santarelli

PORTO SAN GIORGIO - Il belcanto è pronto ad affascinare di nuovo il teatro comunale di Porto San Giorgio: il regista e musicologo fermano Paolo Santarelli, tornerà sul palco del teatro comunale sabato 22 gennaio, sabato 12 febbraio, e sabato 26 marzo, con appuntamenti tutti alle ore 17. “Introduzione alla lirica”, questo il format giunto alla settima edizione, quest’anno avrà come tema “L’opera tra storia e letteratura”.

 

Il successo che il genere lirico/operistico continua ad avere secondo Santarelli «è dato dalle vibrazioni che l’ascolto del canto lirico dà agli spettatori. Il pubblico non ascolta passivamente, ma lo fa in modo attivo, c’è interazione fisica con i sistemi ossei e neurologici». Tradotto: lo spettatore si emoziona. «Nelle opere così come negli altri spettacoli – prosegue – è la magia dell’assistere a spettacoli dal vivo». Tornando alla lirica, spiega Santarelli, «anche il neofita viene attirato dal belcanto: è attratto dalla location, dalla suggestione dello spazio acustico, prova, si sente coinvolto, partecipa e quindi si appassiona. La lirica fa parte del patrimonio culturale italiano, che il mondo ci invidia».


Il format
Le introduzioni di cui parla sono parte integrante del format lirico voluto dal comune di Porto San Giorgio, che di fatto consiste in un ascolto guidato delle opere rappresentate in versione ridotta, ma dal vivo, con artisti in costumi e accompagnati dal solo pianoforte. «Io faccio un inquadramento storico e culturale – spiega – introduco i brani, le epoche, gli autori, per incuriosire il pubblico. Un format creato per appassionati e per attrarre chi magari si annoia con la musica elettronica, qui è fatto tutto senza amplificazione». Da qualche anno Paolo Santarelli coinvolge gli studenti del liceo artistico.

«Ringrazio la preside Annamaria Bernardini perché porta avanti il progetto – commenta – gli studenti, guidati dai docenti, collaborano con la realizzazione delle scenografie. Laboratori poi li portano a montarle a teatro e poi seguono in giro per le Marche». La parte didattica li porta ad appassionarsi al teatro. «Alcuni partecipano attivamente anche come figuranti – dice – altri non solo seguono ma vorrebbero anche continuare». Gli studenti sono al lavoro, gli artisti sono in prova, pronti a debuttare con il primo appuntamento: il prossimo sabato 22 gennaio ci sarà “Manon Lescaut” di Giacomo Puccini.

«Qui il parallelo letterario è con la storia del romanzo di Prevost», spiega Santarelli. Protagonisti di questo primo appuntamento Monia Massetti nel ruolo di Manon, Dario Ricchizzi in quello del Cavaliere Des Grieux, Davide Bartolucci nel ruolo del Cristiano Lescaut. Riferimenti storici anche in “Suor Angelica” che, spiega il regista, «è ambientato alla fine del ‘600 in un convento toscano. Giacomo Puccini la compose nel convento delle monache agostiniane dove la sorella Iginia era madre superiora».

Nel terzo appuntamento del 26 marzo torna la letteratura, “I promessi sposi”, di Amilcare Ponchielli. «Importante – commenta il regista – perché quest’opera dell’800 non è mai stata rappresentata nelle Marche e Manzoni, che ideò la storia, e Dante hanno fatto la storia della nostra lingua». Ingresso gratuito fino a esaurimento posti, info 392 4450125. 

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