Torna il genio di Nick Drake, Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo lo omaggiano con “Songs in conversation”

Roberto Angelini e Rodrigo D Erasmo saranno questa sera in concerto alla Mole di Ancona (FOTO GABRIELE STABILE / UFFICIO STAMPA)
Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo saranno questa sera in concerto alla Mole di Ancona (FOTO GABRIELE STABILE / UFFICIO STAMPA)
di Andrea Maccarone
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Lunedì 8 Agosto 2022, 21:40

Nick Drake torna da dove è partito. O meglio, ripartito. Perché lo spettacolo di Roberto Angelini e Rodrigo D’Erasmo, volto a far rivivere la magia della musica del songwriter di Tanworth in Arden, dopo un periodo di stop ha ripreso a girare proprio da Ancona. Dove a giugno del 2015 al Ridotto delle Muse ha fatto registrare un sold out inaspettato anche ai due artisti. E oggi, lunedì 8 agosto, sette anni dopo, il ritorno a casa. “Songs in a conversation”, questo il nome del progetto, sarà proposto sul palco della Mole Vanvitelliana di Ancona alle 21,30.
La ripartenza
«Restammo sorpresi anche noi - commenta Roberto Angelini - nel vedere tutta quella gente in platea che aspettava il nostro tributo a Nick Drake. Erano anni che non portavamo in giro questo spettacolo, ma quando lo facevamo era sempre per un pubblico di nicchia». Invece quella sera di sette anni fa ad Ancona c’erano quasi 300 persone. «Lì capimmo che avremmo dovuto continuare questo lavoro di divulgazione - continua Angelini - e da quel giorno non ci siamo più fermati». Tanto che adesso lo spettacolo ha assunto una dimensione più strutturata, pur mantenendo la formazione sempre in duo. Ma alla sola esecuzione dei brani di Nick Drake si sono aggiunti i racconti e le particolarità sulla vita di questo straordinario artista purtroppo scomparso a soli 26 anni nel 1974. Che, però, ha consegnato ai posteri tre album entrati a pieno titolo nell’Olimpo dei dischi più importanti al mondo.
Lo studio della tecnica

Nick Drake fu un chitarrista di enormi capacità tecniche. Il suo stile, il fingerpicking, ovvero un arpeggio molto complicato che va a pizzicare le corde in una sequenza piuttosto veloce, è praticamente inimitabile. Ma Roberto Angelini, dopo anni di studio matto e disperatissimo, è diventato in grado di riproporlo con grande fedeltà. «Lo studio del modo di suonare di Nick Drake equivale allo studio del be-bop di Charlie Parker o del blues di B.B. King - spiega Angelini - non si finisce mai di imparare. Quando pensi di aver raggiunto buon livello di consapevolezza scopri una vallata immensa di non conoscenza. La sua musica è una ricerca continua».
La vita tormentata
Ma Nick Drake è anche l’abisso di una depressione che l’ha colpito ancora giovanissimo proprio perché non riusciva a far apprezzare la sua arte ad un pubblico più ampio. «Per questo stiamo pensando di completare il nostro omaggio con degli innesti che probabilmente proporremo nella versione autunnale dello spettacolo - racconta il chitarrista - vorremmo aggiungere degli elementi orchestrali e una voce narrante di un attore. E poi deviare anche in racconti di vita di altri artisti che per varie ragioni ricevettero la fama solo post mortem». Proprio come avvenne per Nick Drake, che ha ispirato generazioni di musicisti dopo di lui. E l’ultimo grande revival lo ebbe una ventina d’anni fa, quando tra l’Inghilterra e il nord Europa si cominciò a parlare di New Acoustic Movement. Ovvero una scena musicale che diede i natali a band di fama internazionale. I Kings Of Convenience, ad esempio, ne sanno qualcosa.

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