I clic di grandi fotografi svelano la vita di Frida Kahlo, esposte ad Ancona anche immagini molto intime

Alberto Rossetti, presidente di Civita insieme al curatore Vincenzo Sanfo dietro alcune belle immagini di Frida Kahlo
Alberto Rossetti, presidente di Civita insieme al curatore Vincenzo Sanfo dietro alcune belle immagini di Frida Kahlo
di Lucilla Niccolini
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Domenica 27 Febbraio 2022, 09:30

ANCONA - Frida, Frida, Frida e ancora Frida. La “vita per immagini” di Frida Kahlo si squaderna nelle Sale Vanvitelli della Mole, ad Ancona, in una mostra curata, per Civita, da Vincenzo Sanfo. La smania di protagonismo di questa donna, la cui vita, a partire dai 18 anni, fu orientata dalle conseguenze di un grave incidente, è evidente in questo tributo alla sua immagine, immortalata dai massimi fotografi della prima metà del Novecento.

 
La “madonna” dolente
Dopo l’incontro con Diego Rivera, artista suo conterraneo, con cui condivise passioni politiche, momenti di felicità e delusioni, l’esistenza di Frida Kahlo ci appare oggi, a scorrere il centinaio di immagini sulle pareti della Mole, come una vana rincorsa all’affermazione di sé. Ed è singolare come colei che è diventata icona del femminismo possa far riflettere le giovani donne di oggi sulle conseguenze di incontri sbagliati. È stata ritratta fin da bambina, e da adolescente, dal padre, valente fotografo. Poi, Frida è sempre apparsa “madonna” dolente, privata delle gioie della maternità dai problemi fisici. Posa accanto a Diego, marito amatissimo, con il quale ha sempre intrattenuto un rapporto conflittuale. È spesso sola, abbigliata alla messicana: capelli spartiti nel mezzo della testa, copricapi festosi e fastosi, scialli, abiti fioriti e collane etniche.


L’influencer ante litteram
Con la complicità di chi ne ha creato, con l’obiettivo, una immagine forte, replicata mille volte nei suoi autoritratti, Frida può essere considerata una influencer ante litteram: sopracciglia marcate, volto severo e imperativo, sguardo fiero e dolente, ci appare oggi come una donna che ha saputo orientare la percezione sulla donna. Eppure lei, come ha fatto notare all’inaugurazione il curatore Vincenzo Senfo, va considerata, più che icona del femminismo, immagine della sudditanza che tante donne finiscono per accettare a una passione amorosa. Erede della rivoluzione messicana, Frida Kahlo ha avuto una vita breve e conflittuale, contraddittoria e non sempre felice.


La passione
La passione per Diego Rivera, uomo non bello e nemmeno affascinante, ma rivestito della fama che lo circondò fin da giovane di artista ribelle e impegnato, fu il filo rosso – che lei dipingerebbe come un’arteria pulsante – della sua breve esistenza. Breve, ma intensa, ora percorribile per immagini – poche istantanee, molte pose – che scorrono in questa mostra, che si conclude con alcune foto a colori di Casa Azul, a Coyoacán. Fu il buen retiro della coppia, oggi casa museo colma di quadri, strumenti di pittura, ricordi e souvenir, oggetti d’artigianato locale messicano. «Dal diario su cui, negli ultimi anni, Frida intensificò le sue riflessioni scritte – osservava ieri all’inaugurazione Alberto Rossetti, presidente di Civita, accompagnato dall’assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Paola Marasca – ci piace ricordare una frase: “Spero che l’uscita da questa vita sia gioiosa, e spero di non tornare mai più”. Per ironia della storia, Frida è diventata, senza che potesse immaginarlo, una figura di spicco dell’arte di quel periodo. E ha travalicato i confini del suo paese, il Messico, e della sua vocazione, per occupare il centro di un culto, prevalentemente femminile». Che va oltre i suoi stessi meriti, le sue aspirazioni. Il volto fiero e dolente, che pare scolpito nel legno, si ripete all’infinito in questa mostra, che ha il merito di ricordarci quanta sofferenza possa talvolta comportare la vocazione all’arte, e la dedizione passionale a un’idea. Ma anche la forza incontenibile della passione.

Le info

La mostra, curata per Civita da Vincenzo Sanfo, sarà visitabile nella Sala Vanvitelli della Mole di Ancona, da oggi fino al 22 maggio. Promossa dal Comune di Ancona, è aperta da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. I biglietti, comprensivi di audioguida, costano 11 euro (ridotto per gruppi di almeno 12 persone; ridotto speciale, da 4 euro, per ragazzi dai 6 ai 18 anni e per le scuole). Info e prenotazioni: www.lamoleancona.it, servizi culturali@civita.art.

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