Troiano e Ferri mattatori ne “La Camera Azzurra” all’Alaleona di Montegiorgio, la sensualità protagonista insieme a paura, pettegolezzo e moralismo

Lunedì 25 Aprile 2022 di Chiara Morini
Una scena de "La Camera Azzurra"

MONTEGIORGIO - Arriva dalla penna di Georges Simenon, lo stesso autore che ha ideato il commissario Maigret, la storia de “La Camera Azzurra”. La rappresentazione, che andrà in scena il prossimo venerdì 29 aprile, alle ore 21, al Teatro Alaleona di Montegiorgio, vede come protagonisti principali Fabio Troiano e Irene Ferri, per la regia di Serena Sinigaglia (info: 0734961441).

 


Sensualità, paura, pettegolezzo, omertà, tradimento e moralismo sono gli ingredienti di questa trama ambientata in una provincia francese. La storia è quella di Tony e Andrée, due amanti, ex compagni di scuola, sono sposati con i loro rispettivi coniugi. Si incontrano ogni giovedì sera nella camera azzurra e in uno di questi appuntamenti, lei a un certo punto chiede al suo amante, spiazzandolo, se per lei fosse stato disposto a liberarsi se lei fosse stata libera. Lui le risponde di sì, lei uccide il marito, e da qui parte tutta la storia, che vedrà Tony e Andrée non più insieme, ma separati, in un’aula di tribunale, per affrontare il processo, che li vede imputati per aver eliminato entrambi i loro coniugi. Al di là delle domande riguardanti il processo, l’interrogatorio a cui vengono sottoposti è anche un modo per indagare sull’animo umano.

«Il giallo – scrive la Sinigaglia nelle note di regia – in sé è intrigante, ma non è quella la parte più interessante del romanzo di Simenon. Quello che più è affascinante, secondo me, è l’andare a fondo sull’umano, sugli istinti più profondi e segreti, che portano alla luce l’eterno contrasto tra la passione, quella degli amanti, e l’ordine, quello della famiglia». Difficili anche da conciliare, con il protagonista maschile interpretato da Fabio Troiano, che appare quasi annebbiato, distratto, sempre confuso. «In lui – prosegue Sinigaglia – i confini della coscienza, qui intesa come consapevolezza, sono molto labili, quasi si lasciasse travolgere dalla vita, essendone più ospite che attore». Le domande che vengono poste nello spettacolo, sono dunque: chi ha tradito chi? Chi ha plagiato chi? Hanno agito separatamente o hanno fatto tutto insieme? L’interrogatorio è il contesto scelto per lo sviluppo drammaturgico della storia, e da lì si aprono flashback. Accanto ai due amanti vi sono il commissario, che ha una vera e propria ossessione per la risoluzione del caso, e un poliziotto che conosce bene quell’ambiente di provincia, una comunità chiusa e giudicante.

Di Fabio Troiano non servirebbero presentazioni. L’attore torinese, di origini napoletane, ha iniziato frequentando e diplomandosi alla scuola dello Stabile di Torino, diretta da Luca Ronconi, e perfezionandosi con Massimo Navone. La sua carriera è nota, e il suo lavoro si svolge tra teatro, televisione e cinema. Irene Ferri, che ha iniziato come conduttrice televisiva con “A tutto Disney”, ha studiato recitazione al Centro sperimentale di cinematografia. É davanti alla macchina da presa il suo debutto come attrice, con il corto del 1995 “Assunta”. Continua con il cinema e le fiction, oltre al teatro.

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