L'infiorata di Montefiore dell'Aso in Catalogna per portare il tappeto colorato "Nell'anima delle Marche"

Un'infiorata dell'associazione di Montefiore
Un'infiorata dell'associazione di Montefiore
di Chiara Morini
3 Minuti di Lettura
Giovedì 15 Settembre 2022, 05:05

Ci saranno anche i colori e i materiali della tradizione di Montefiore dell’Aso in Spagna da oggi e fino a domenica 18 settembre in occasione del Simposio internazionale sul patrimonio immateriale. L’infiorata di Montefiore sarà presente per realizzare un tappeto di 32 metri quadrati dal titolo “Nell’anima delle Marche”.

 
Il simposio
L’evento si terrà nel comune di Salou, nella comunità autonoma della Catalogna, e oggi e domani è previsto un simposio con sei relatori internazionali, che si confronteranno sulle sfide della gestione culturale del patrimonio immateriale e la valorizzazione delle pratiche culturali viventi. Tante le mostre che saranno allestite, ma quella sicuramente più suggestiva sarà la realizzazione del progetto “Salou, un mare di fiori sulla costa catalana”, che sarà composto da 17 tappeti lungo 250 metri, ad adornare il Paseo del Mar, il locale lungomare. Quasi un giardino fiorito realizzato da 20 delegazioni con diverse tecniche e materiali. I materiali dell’associazione Infiorata di Montefiore dell’Aso hanno già raggiunto la Spagna. «Facciamo parte di questo gruppo internazionale – spiega Graziano Amadio, presidente dell’associazione – dal 2015. Ogni due anni si fanno congressi internazionali, ma abbiamo saltato durante gli anni della pandemia. Ora siamo finalmente in partenza per la Spagna». Il disegno è pronto, ma del quale si sa, ovviamente, poco. «L’immagine c’è - prosegue – ma non si può divulgare. Posso dire che sarà un’immagine che valorizzerà le Marche». Come del resto lascia intendere il titolo dell’opera. Quello che si sa è che ci saranno uno scorcio di Montefiore dell’Aso, il cielo, un occhio ai Sibillini e il mare Adriatico, con il lavoro dei pescatori e la loro fatica quotidiana. «Utilizzeremo diversi materiali – aggiunge Amadio –, tutti di origine naturale o di recupero, come fiori freschi essiccati, trucioli, sale, ghiaino e sabbia dei fondali marini». Non c’è patrimonio immateriale senza tradizione e quella dell’infiorata per i montefiorani affonda le sue radici nel lontano 1939.

La tradizione
«È da allora che si porta avanti la tradizione – spiega il presidente dell’associazione – in quegli anni si mettevano semplicemente i petali per terra. Poi insieme al parroco nel 2002 abbiamo deciso di mettere a terra i primi tappeti e dal 2007 mettiamo sempre nuovi materiali, sperimentando ogni anno qualcosa di nuovo. Come quando durante il Covid, lo scorso anno, abbiamo provato a farli anche verticali, con una tecnica particolare che credo siamo gli unici a mettere in pratica. In questo modo l’infiorata si fa quadro, ci abbiamo pensato quando non è stato possibile fare altro che collocare in giro per Montefiore alcuni di questi quadri, realizzando un’infiorata alternativa».

Quella spagnola, per l’associazione montefiorana non è la prima trasferta, e nemmeno la prima internazionale. Prima di Salou sono andati in Sicilia, a realizzare altre opere, e ancora pure in Polonia, a presentare questa antica arte. Quanto al legame del paese con i fiori, richiamati anche nel nome del paese, risalirebbe all’epoca romana e a un presunto culto della Dea Flora. L’evento spagnolo, oltre al comune ospitante, è organizzato dalla Coordinadora Internacional de Entitades de Alfombristas de Arte Efimero e dalla Federaciò catalana d’Entitats Catifaires, che il 15 e 16 promuovono il simposio, e il 17 e 18 l’incontro internazionale dei tappeti. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA