Matilde sulle punte, così nasce una stella. Da Senigallia all’Accademia della Scala

Matilde Pupita
Matilde Pupita
di Sabrina Marinelli
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Domenica 10 Luglio 2022, 22:07 - Ultimo aggiornamento: 22:13

Diventare una ballerina è il sogno di tutte le bambine che studiano danza ma, solo in pochissime, riescono a diplomarsi all’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Solo pochi giorni fa la diciottenne e talentuosa Matilde Pupita ha coronato questo sogno, diplomandosi come ballerina professionista. Cresciuta a Senigallia, inizia gli studi di danza classica da piccolissima nella scuola Danza in Scena, con l’insegnante Maria Luisa Roncucci, ma è qualche anno dopo che la maestra Alessia Primavera nota in lei un talento inusuale e propone alla famiglia di farla partecipare alla selezione per l’accesso ai corsi dell’Accademia Teatro alla Scala, preparandola per l’esame di ammissione.

 
Il trasferimento a Milano
Viene ammessa e si trasferisce così a dieci anni a Milano per iniziare gli studi nella prestigiosa Accademia. Non è difficile immaginare quanti siano stati i sacrifici per lei e per i suoi cari ma la sua determinazione, il suo talento e il supporto della famiglia l’hanno portata a questo prestigioso traguardo, fatto di un duro lavoro giornaliero e di una dedizione totale. Numerose ore di studio, esami e un impiego quotidiano da affiancare alla scuola dell’obbligo, in una grande città lontana dalla famiglia, in un’età dove tutte le bambine e le adolescenti vivono tra le mura domestiche. Sono proprio quelli gli anni in cui si forgia il carattere delle danzatrici. Matilde ha affrontato e superato, negli otto anni di frequenza, momenti difficili, ripagati da tantissime soddisfazioni.


Le soddisfazioni

Ha già ottenuto numerosi ruoli da solista, ha partecipato a diverse edizioni dello spettacolo televisivo “Balla con Me” con Roberto Bolle. Nell’ultimo anno ha avuto il privilegio di danzare ruoli importanti nel corpo di ballo del Teatro alla Scala ed è stata scelta dalla coreografa di fama mondiale e ambasciatrice di Balanchine nel mondo, Patricia Neary, e dal direttore dell’Accademia Teatro alla Scala Frederic Olivieri per il ruolo principale in Serenade di George Balanchine nello spettacolo degli allievi dell’Accademia. Vederla danzare è emozionante. Leggiadra, cattura l’attenzione dello spettatore. Le sue doti sono evidenti e la sua espressività è magnetica: incanta ed emoziona chi la guarda. Il suo sguardo racchiude la determinazione ma allo stesso tempo l’umiltà, la sua palpabile dolcezza e il suo talento l’hanno portata a questo importantissimo traguardo. «Sono molto felice e ringrazio la mia famiglia per avermi supportata in questi anni – racconta Matilde Pupita -, mi sento privilegiata per aver studiato con nomi illustri, per aver avuto la possibilità di danzare ruoli importanti. Il mio sogno è lavorare nelle migliori compagnie del mondo».


Il trampolino
Per lei quindi è solo l’inizio, il trampolino di lancio verso una carriera scandita da successi vista l’ottima base di partenza. «Questo traguardo è stato possibile grazie ai miei genitori e a mio fratello Leonardo – prosegue - che mi hanno sempre sostenuta, agli insegnanti della scuola di ballo che mi hanno seguita in questi anni e alla maestra Alessia che è stata la prima ad accorgersi del mio talento, anche quando altri non avrebbero scommesso nulla, e ha creduto fin da subito in me». Tante privazioni e la lontananza dai suoi cari sono stati ripagati dai successi della bellissima Matilde. «Siamo fieri di questo giovanissimo “diamante” della danza – dicono i genitori – e le auguriamo di avere una brillante carriera».

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