"Da Giotto a Gentile" rilancia
con tre nuovi capolavori in mostra

"Da Giotto a Gentile" rilancia con tre nuovi capolavori in mostra
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Venerdì 7 Novembre 2014, 17:48 - Ultimo aggiornamento: 9 Novembre, 15:20
FABRIANO - Piccolo rinnovamento per la mostra “Da Giotto a Gentile”, che aggiunge tre nuove preziosissime opere di Gentile da Fabriano.



Un rinnovamento motivato dal ritorno di alcuni dei dipinti presenti in mostra da parte dei legittimi proprietari. “Le Stimmate di San Francesco”, uno dei capolavori assoluti di Gentile secondo Vittorio Sgarbi, è stato restituito alla Fondazione Magnani-Rocca e la Madonna con Bambino di Pietro Lorenzetti è stato riconsegnato al collezionista proprietario dell’opera.



A sostituzione del capolavoro del Gentile e dell’opera di Pietro Lorenzetti sono arrivati dalla Pinacoteca Nazionale di Ferrara una intensa “Madonna con il Bambino”, mentre dalla Pinacoteca Nazionale di Bologna due piccole tempere su tavola (recentemente attribuite al Gentile) raffiguranti un Santo Apostolo e un Santo Apostolo con libro. Una “Madonna con Bambino” che riemerge dai ricordi d’infanzia di Vittorio Sgarbi, osservata con trasporto nella Collezione Vendeghini.



Un’opera morbida e commovente secondo il critico ferrarese, che è stata di ispirazione per le opere di Giovanni Bellini attraverso l’intensa influenza e amicizia di Gentile con il padre Jacopo. Le altre due nuove opere da ieri in mostra sono legate al periodo veneziano di Gentile, solo recentemente attribuite correttamente.



“Trovavo ingiusto che i visitatori futuri della mostra si potessero trovare privati di alcuni dipinti - ha spiegato Vittorio Sgarbi, curatore della mostra fabrianese - queste tre nuove opere del Gentile sono a testimonianza della sua grande maestria, e per la sue enormi capacità lo possiamo paragonare al compositore francese Claude Debussy.



"Mi sto inoltre muovendo - ha aggiunto Sgarbi - con il Conte Serafini per cercare di convincerlo a vendere un affresco staccato ad inizio del 900 del Maestro di Campodonico, e quindi riportarlo nel suo territorio d’origine. Inoltre mi sto impegnando presso il ministero e il ministro Dario Franceschini per cercare di far rimanere nella città d’origine l’opera del Maestro di Campodonico che attualmente si trova a Urbino. Speriamo di fare il botto per Natale magari anche con un’ altra nuova opera da parte di qualche collezione privata”.



Ribadita dal critico e curatore della mostra fabrianese quindi la voglia di far rimanere nella città della carte le opere del Maestro di Campodonico, ospitate dalla Galleria Nazionale di Urbino. Sempre nella giornata di ieri è stato presentato all’interno della biblioteca “Molajoli”, sede della mostra, il libro “Sara e Piero, Storia d’A-mors”.



Nella splendida cornice della Pinacoteca, gli autori Gioia Senesi ed Enzo Bonacucina hanno presentato la drammatica e intensa storia d’amore dei due giovani. Un libro dalla particolare e interessante impaginazione: sul “lato A”, il romanzo mentre sul “lato B” la storia dei luoghi in cui la vicenda è avvenuta. Sempre ieri una delegazione di 25 imprenditori marchigiani di Confindustria Giovani, accompagnati dal presidente Cristiano Ferracuti, sono stati guidati dal professor Giampiero Donnini, uno dei componenti del comitato studi della mostra.



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