Mafalda Minnozzi, da San Severino a star in Brasile: «In piazza del Popolo ho iniziato a cantare, lì giocavo e correvo»

Mafalda Minnozzi, cantante jazz e di bossa nova (FOTO MURILO ALVESSO/UFFICIO STAMPA)
Mafalda Minnozzi, cantante jazz e di bossa nova (FOTO MURILO ALVESSO/UFFICIO STAMPA)
di Chiara Morini
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Domenica 20 Novembre 2022, 06:20

Ormai vive all’estero, in Brasile, ma Mafalda Minnozzi, straordinaria cantante di caratura internazionale, non dimentica le sue origini italiane. Non dimentica la sua infanzia e i luoghi dove è cresciuta, in Italia, nelle Marche, a San Severino Marche, pur sentendosi ormai cittadina del mondo.


I ricordi


 

«Essere artista – commenta – significa sentirsi parte del mondo, perché la musica integra, unisce e crea occasioni meravigliose d’incontro, che lentamente ti portano a sentirti bene e a tuo agio in ogni paese in cui c’è una platea che viene ad ascoltarti. Ma quella sensazione di “casa”, resta sempre, a volte più nascosta, a volte più forte, perché è fatta soprattutto di ricordi, ricordi che ti accompagnano ovunque». Sono parte del vissuto, parte di ciascuno di noi e per Mafalda Minnozzi è lo stesso. Pensare alle “sue” Marche, vuol dire “pensare” alla sua San Severino Marche, e ricordare il suo luogo del cuore.


Piazza del cuore


«La mia infanzia – racconta – è legata alla piazza, alla bellissima piazza del Popolo, dove i miei genitori fecero molti sacrifici per aprire un ristorante proprio sotto le logge, ma lo fecero anche con grande passione. E non posso non pensare a quando ci giocavo e correvo». La piazza, cuore di tutti i centri delle città più o meno grandi, e cuore anche dei ricordi della cantante, la cui memoria corre indietro, sfogliando l’album dei ricordi. «A San Severino – dice – sognavo! E lì ho iniziato a cantare». Tutto si svolgeva accanto alla piazza, cuore pulsante dei sogni della giovane Mafalda. «Ho iniziato a cantare – aggiunge – nel coro di bambini della chiesa di San Giuseppe, perché era adiacente al nostro ristorante e quindi i miei genitori mi permettevano di andare. Anche questo è un bellissimo ricordo, pieno di affetto, perché era un bel modo di stare insieme». La piazza al centro di tutto, la piazza cuore del centro storico di San Severino che, quando lei torna “a casa” cerca di vivere.

«Quando torno – dice – mi godo la mamma, i suoi fiori, il suo giardino, il suo cagnolino». Ricordi di una vita tranquilla che lei trova e dice: «L’avvolgente tranquillità della vita di provincia fa sì che riesco a dedicarmi alla creazione, a nuove idee e nuovi progetti musicali che poi inevitabilmente finisco per portare in giro per il mondo. Quando torno, passeggiare tra i vicoli, nel centro, nel silenzio delle prime ore della notte mi aiuta a riconcentrarmi… ma dopo un po’ sento l’esigenza di ripartire». Il cuore storico di San Severino, protagonista dei suoi ricordi lontani lo è anche di quelli più recenti. La scorsa estate è tornata in Italia, e proprio a San Severino, ricorda, «abbiamo pensato a un progetto per il paese, con tre incontri musicali con il pubblico, in alcuni luoghi del centro storico, dove spettatori calorosi si sono riuniti in una dimensione intima, con chitarra e voce. Una dimensione musicale che ho ritrovato con molto piacere».


Il futuro


Mafalda Minnozzi ha raggiunto importantissimi traguardi in Brasile, Stati Uniti e altri paesi del mondo, come Austria e Germania, per citare anche l’Europa. E visto l’ultimo tour italiano, che ha raccolto molti consensi, non dimentica l’Italia e i suoi luoghi del cuore. «Spero – il suo auspicio per il futuro – di potermi esibire in Italia più spesso. Le date estive sono gratificanti, ma penso anche a un tour creato appositamente per i teatri. In Italia ce ne sono di bellissimi, nelle Marche di preziosissimi e a San Severino Marche c’è il Feronia». Feronia che si trova anch’esso in piazza del Popolo. «Sono tutti teatri – chiude – in cui tradizione, modernità e innovazione convivono perfettamente». 

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