Il cantautore Lettieri da Musicultura a Sanremo Giovani

Lunedì 26 Ottobre 2020 di Andrea Maccarone
Il cantautore Francesco Lettieri vincitore di Musicultura 2019

MACERATA - Il vincitore di Musicultura 2019 in lizza per Sanremo Giovani. Il cantautore partenopeo Francesco Lettieri è tra i 61 artisti all’ultimo step per entrare nel gruppo che salirà sul palco del Teatro Ariston nella prossima edizione del Festival di Sanremo. 
Francesco, quanto ha influito la vittoria a Musicultura?
«Senza dubbio molto. Mi ha dato la preparazione per affrontare le grandi sfide. Cantare di fronte a 2.500 persone allo Sferisterio è stata un’emozione indescrivibile. Ma soprattutto ha rappresentato il sogno che si avvera. Ho sempre visto Musicultura come la mia massima aspirazione». Ma adesso si sta avvicinando a Sanremo. Che effetto le fa? «Andiamoci piano. Il traguardo è ancora lontano. Però mi rendo conto che si tratta della vetrina musicale più importante che ci sia in Italia. Spero davvero che possa avverarsi anche questo sogno, ma al momento resto concentrato su quello che devo fare».
Le Marche le hanno portato fortuna una volta. Speriamo di replicare, no? 
«Adoro le Marche. E sono anche tornato allo Sferisterio l’anno scorso, a novembre. Mi hanno invitato perché sono stato il vincitore più votato di tutte le edizioni di Musicultura. Pensi che il sindaco di Macerata mi ha omaggiato regalandomi il sigillo della città».
Il brano presentato alle selezioni di Sanremo si chiama “Caro me del futuro”. Di che cosa parla? 
«Non mi piace spiegare le canzoni, perché credo che sia la canzone a parlare da sola. Il testo è una lettera di un bambino che indirizza a se stesso da grande». 
E che cosa chiede lei al suo futuro?
«Io sono convinto che tutti i bambini abbiano le idee chiare di che cosa vogliono fare da grandi e del percorso per raggiungere la felicità. È come se da bambini dicessimo a noi stessi la formula magica per la felicità, e questa canzone è il viaggio per ricordare quella formula e portarla nella vita». 
Quando l’ha scritta pensava già a Sanremo?
«No, l’ho pensato subito dopo. Ad un certo punto mi sono reso conto che questo brano era veramente adatto a Sanremo. Così ho deciso di partecipare alle selezioni. Spero che questa canzone mi porti fortuna». 
Come nascono le sue canzoni?
«Di solito mi arrivano in testa dei motivetti con tanto di parole. Poi mi fermo e inizio un lavoro da archeologo. Cioè comincio a scavare attorno a quella melodia iniziale e lascio che emerga il resto. Ma non c’è una regola. Ad esempio il brano con cui ho vinto Musicultura è nato mentre canticchiavo in macchina».
Ha mai pensato ai talent per emergere? 
«No, non mi piacciono. Mi diverto a guardarli, ma non parteciperei mai. Al centro di questi programmi c’è solo lo show. La musica è relegata in secondo piano. Mentre io, da artista, voglio che le canzoni siano valorizzate come meritano. E che mandino dei messaggi».
Nonostante il periodo, ci sono concerti in vista?
«Uno sicuramente il 26 dicembre al Teatro Bolivar di Napoli con lo spettacolo “Musica a colori”. Poi altri concerti in via di definizione».

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