Il libro “Fiabe, canti e giochi popolari marchigiani” è in edicola con il Corriere Adriatico

Il libro Fiabe, canti e giochi popolari marchigiani è in edicola con il Corriere Adriatico
Il libro “Fiabe, canti e giochi popolari marchigiani” è in edicola con il Corriere Adriatico
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Venerdì 24 Giugno 2022, 18:07

Nuova iniziativa editoriale del Corriere Adriatico che distribuisce in edicola il libro “Fiabe, canti e giochi popolari marchigiani” (Edizioni Grifo) di Antonio Gianandrea e Luigi Mannocchi a 8,80 euro più il prezzo del quotidiano. L’abbinamento è falcoltativo. La presentazione «C’era una volta …: e occhi di bambini si volgevano rapiti verso la narratrice, la mamma o più spesso la nonna o una zia, che cominciava la serie delle fiabe», esordisce Antonio Resta nella presentazione del volume.

Le serate attorno al braciere

«Raccolti vicino a lei - spiega -, trascorrevano così i lunghi pomeriggi invernali, seduti davanti al focolare o attorno a un caldo braciere, e così passavano le tiepide serate estive, quando ci si riuniva di fronte alla porta di casa, per cogliere un po’ di frescura dopo una giornata torrida, formando gruppi di dieci-quindici persone, tra grandi e piccoli: posto termine i grandi ai lavori giornalieri e i piccoli ai dolci giochi dell’infanzia. Agli angoli delle strade semibuie occhieggiava la luce fievole dei lampioni, e neppure l’ombra di qualche raro passante distoglieva i bambini, che seguivano assorti quelle storie fantastiche in cui si susseguivano principi e principesse, fate e streghe, oggetti magici e metamorfosi straordinarie, animali parlanti ed esseri soprannaturali, personaggi buoni e personaggi cattivi. Quanti anni fa? Forse non più di cinquanta-settanta; eppure sembrano fuggiti secoli e secoli, se tante cose appaiono così lontane, sperdute in un’epoca remota, si potrebbe dire preistorica. Nel breve volgere di pochi decenni uno sviluppo tecnologico sempre più incalzante e vertiginoso ha sfaldato abitudini e credenze, ha cancellato figure, mestieri, strumenti e attività artigianali. Modi di vita secolari si sono dissolti, e insieme si sono dissolti, nella consuetudine quotidiana, quei racconti fiabeschi, trasmessi oralmente di generazione in generazione».

L’eredità plurisecolare

«È un’eredità plurisecolare - conclude Resta - che nella vita di tutti i giorni è venuta meno in pochissimo tempo, ma che per fortuna rimane affidata alla scrittura, grazie a studiosi attenti e partecipi, soprattutto dell’Ottocento». In proposito per le Marche Resta cita Antonio Gianandrea (1842-1898) e Luigi Mannocchi (1855-1936): «Il primo, pubblicando in volume, negli anni Settanta dell’Ottocento, raccolte di fiabe e novelle, giochi e canti (i proverbi comparvero nel 1882 nell’Archivio per lo studio delle tradizioni popolari, la gloriosa rivista diretta Giuseppe Pitré e Salvatore Salomone-Marino); l’altro, Mannocchi, lasciando una raccolta manoscritta, rimasta per lungo tempo inedita e pubblicata per la prima volta nel 1981 a cura di Luigi Rossi. Tutte queste opere, riunite in un unico volume, sono oggi a disposizione del lettore, che, avanti con gli anni, ritroverà momenti della sua fanciullezza, o, ancor giovane o giovanissimo, scoprirà un mondo sconosciuto, benché vivo e vitale appena alcuni decenni fa». 

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