Le Iene e le attrici molestate anche
in Italia: cosa ne pensano i registi

'Le Iene' e le attrici molestate anche in Italia: ecco cosa ne pensano i registi
'Le Iene' e le attrici molestate anche in Italia: ecco cosa ne pensano i registi
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Lunedì 6 Novembre 2017, 13:14 - Ultimo aggiornamento: 15:58

Dopo l'esplosione dello scandalo Weinstein, anche alcune attrici italiane hanno denunciato di essere state vittime di molestie, quasi sempre da parte di registi che con la scusa del provino abusano della loro posizione di forza. I casi, raccolti da 'Le Iene', nel giro di due settimane si sono moltiplicati. Per questo motivo Dino Giarrusso ha chiesto un commento al riguardo a tutti i principali registi del cinema italiano.

L'ultimo caso, in ordine cronologico, è la  denuncia di Miriana Trevisan che ha accusato di molestie Giuseppe Tornatore. Il regista di origini siciliane ha minacciato di ricorrere alle vie legali ma non ha mai risposto ai tentativi de Le Iene di mettersi in contatto. Toni diversi, invece, per quanto riguarda gli altri registi, quasi tutti contattati telefonicamente.



Giovanni Veronesi, ad esempio, spiega: «Non ho altri commenti da fare sulla vicenda, io avevo difeso Asia Argento perché è una mia amica e mi aveva raccontato di Weinstein già venti anni fa». Le dichiarazioni più forti sono probabilmente quelle di Pupi Avati, che dovrebbero far capire quanto sia difficile per una giovane attrice denunciare e dovrebbero far riflettere prima di colpevolizzare le vittime: «So per certo che queste cose succedono, ma non posso fare nomi, altrimenti smetterei di lavorare». E se denunciare risulta impossibile per un mostro sacro del cinema italiano, pensate quanto possa esserlo per un'aspirante attrice, giovane e sconosciuta.

Paolo Virzì, invece, è piuttosto critico sulla vicenda: «Non credo che nel cinema italiano possano accadere certe cose, ma comunque si sta sviluppando un aspetto voyeuristico di un fatto che andrebbe affrontato con riserbo e delicatezza. C'è una caccia a scoprire chi sono i colpevoli, poi proprio voi che siete una trasmissione Mediaset parlate?». Carlo Verdone si distanzia dal collega: «Non voglio entrare nel merito dei nomi che sono circolati in questi giorni, ma se questo fosse confermato sarebbe una botta tremenda per il cinema italiano e questo spero possa far cambiare certi comportamenti».



Toni di condanna anche da parte di Leonardo Pieraccioni: «Se quanto denunciato fosse vero, allora non sarebbero avances da vecchi marpioni, ma vere e proprie malattie. Mi ha fatto impressione l'attrice che ha abbandonato la carriera, e si è vista infrangere i propri sogni, per via di una testa di c...o che poi è solo una persona che soffre di una vera patologia». Analogo il commento di Pif: «Non possiamo avere le prove di certe cose, ma è devastante che passi il messaggio 'O la dai, o non lavori'. Si tratta di un meccanismo subdolo, simile a quello della mafia. Se sapessi chi sono queste persone, smetterei di lavorarci».

Giarrusso è poi riuscito a intercettare Gabriele Muccino, che da tempo lavora a Hollywood: «Quello che avete raccontato è sconvolgente, dobbiamo isolare e mettere alla gogna queste persone, se le accuse fossero confermate. Negli Stati Uniti queste cose non succedono perché i provini con i registi avvengono sempre negli uffici e alla presenza di diversi testimoni. È un modo di tutelare entrambe le parti, sia le donne che vengono molestate, sia i registi che potrebbero essere accusati ingiustamente». Assolutamente sconvolto, invece, Sidney Sibilia, che sembra aver capito alla perfezione chi sono i registi, abbastanza affermati, accusati di molestie. Nessuna risposta, invece, oltre che da Tornatore, anche da Paolo Sorrentino e Fausto Brizzi, che Giarrusso ha provato a contattare telefonicamente, da Nanni Moretti, intercettato alla Festa del Cinema di Roma.

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