Un viaggio nel '700 napoletano per il via della Stagione lirica di Jesi

Sabato 17 Ottobre 2020 di Giovanni Filosa
Una scena del balletto “Suite Italienne”

JESI - Parafrasando Piero Calamandrei, il sindaco di Jesi Massimo Bacci ha lanciato uno slogan che rappresenta l’anima della Fondazione Pergolesi Spontini nella procella del Covid19. «Oggi e sempre resilienza», questa la sostanza del messaggio emerso al momento della presentazione della 53esima stagione lirica del Pergolesi di Jesi che si apre stasera alle 20,30, replica domani domenica 18 ottobre alle 16, con il dittico “Suite Italienne” e “Lesbina e Milo”, due prime esecuzioni per un viaggio nel ‘700 napoletano. 
«Questa Fondazione è forte e resilienti come noi ce ne sono pochi». Una stagione di idee, novità, un calcio alle convenzioni e voilà, il teatro dal vivo torna a risplendere. Le personalità intervenute non hanno alzato un peana ma hanno descritto una realtà senza i soliti titoli di repertorio ma che sono un tuffo in qualcosa di veramente nuovo e diverso. Dopo gli interventi di Beatrice Testadiferro, per il Comune di Maiolati che fa parte del circuito, del direttore generale della Fondazione Pergolesi Spontini Lucia Chiatti («Abbiamo lanciato una sfida tra danza e prime mondiali, forti anche della nostra capacità di allestire qualcosa di magico ed irripetibile»), del direttore artistico Cristian Carrara («Il nostro percorso alternativo ha bisogno della fiducia del pubblico, un lavoro complesso che rappresenta un percorso creativo in tempi così faticosi»), la presentazione dei due eventi in scena stasera.
In occasione dei 100 anni dalla prima rappresentazione del balletto “Pulcinella” di Igor Stravinskij, costruito su arie del ‘700 napoletano, tra cui alcune di Pergolesi, in scena una nuova coreografia, per due danzatori, un viaggio fiabesco che svela la figura enigmatica di Pulcinella: stupido e furbo, demone e angelo, saggio e sciocco. A danzare sulle note della celebre musica di “Suite Italienne” per violoncello e pianoforte di Igor Stravinskij, sono i coreografi Sasha Riva e Simone Repele (“il nostro linguaggio è assolutamente contemporaneo”), ed i pluripremiati musicisti come il violoncellista Riccardo Pes e il pianista Andrea Boscutti.
Una chicca? I costumi sono firmati di Anna Biagiotti, ma quello di Pulcinella porta la firma nientemeno che di Pablo Picasso che disegnò scene e costumi per il balletto “Pulcinella” di Léonide Massine. La seconda parte della serata vede in scena “Lesbina e Milo” del compositore napoletano Giuseppe Vignola. La regista Deda Colonna ha spiegato che “le scene comiche di “Lesbina e Milo” non sono proposte al pubblico nell’originale contesto del dramma serio, ma tra le pieghe di musica di autori di scuola napoletana, i Concerti per Violoncello, archi e basso continuo di Nicola Fiorenza e Nicola Antonio Porpora, mentre gli intermezzi nella revisione critica a cura di Maria Chiara Olmetti”.
Il ricco parterre ha premesso a quasi tutti gli artisti presenti di farsi conoscere, come il tenore Alberto Allegrezza nei panni di Milo (“sono di Corinaldo, ricordo che da ragazzino studiavo in banda a Jesi, è una grande emozione essere qui”) e Giulia Bolcato. Significativa la scenografia di Benito Leonori, una visione rovinosa dei teatri abbandonati e distrutti dalla politica culturale dei nostri tempi. Metafora ma ancora top secret!

© RIPRODUZIONE RISERVATA