David Bowie a ritmo di jazz con il supergruppo da Paolo Fresu. Petra Magoni: «Heroes piacerebbe al Duca Bianco»

Sabato 17 Luglio 2021 di Massimiliano Viti
Paolo Fresu guida il supergruppo che stasera sarà a Pesaro: ne fanno parte Petra Magoni, Filippo Vignato, Francesco Ponticelli e Christian Meyer. Foto di Roberto Cifarelli diffusa dall'ufficio stampa della rassegna

PESARO - «Il concerto coniugherà la parte rock di Bowie con l’improvvisazione tipica del jazz. Non suoneremo Bowie al ritmo di swing. I brani non sono stravolti rispetto alla versione originale in un lavoro che, penso, lo stesso Bowie apprezzerebbe». Petra Magoni presenta così il concerto “Heroes - omaggio a David Bowie” che si svolgerà oggi al teatro Sperimentale per Miralteatro d’Estate con due repliche nella stessa giornata: ore 19 e 22,15 nell’ambito della rassegna realizzata su iniziativa del Comune di Pesaro e Amat.

 

Sul palco salirà il supergruppo allestito da Paolo Fresu, produttore del disco e leader della formazione, di cui fanno parte Petra Magoni, Filippo Vignato, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Christian Meyer.


Il progetto
Il progetto è nato nel 2019 da un’idea del Comune di Monsummano Terme, centro toscano dove nel 1969 David Bowie si esibì per la prima volta in Italia, che ha incaricato Fresu di rileggere la musica dell’artista scomparso nel gennaio del 2016. «Abbiamo svolto un lavoro collettivo. Ognuno di noi ha portato le proprie idee dopo aver studiato la musica di Bowie che, devo dire, non è così semplice come sembra dopo il primo ascolto» afferma Petra Magoni. Se Fresu è il coordinatore e leader del gruppo, la cantante toscana, ne è la protagonista, chiamata ad interpretare sul palco il Duca Bianco.

«Mi trovo molto a mio agio con questi grandi musicisti. Mi sembra di guidare un’auto di Formula Uno» esclama Petra che offre il suo ricordo Bowie: «E’ stata un’emozione poterlo incontrare di persona. Leonardo Pieraccioni mi invitò sul set del film “Il mio West” (1998) e io andai. Ero in fila alla mensa con Pieraccioni e il regista Giovanni Veronesi e vidi arrivare Bowie, con addosso un vestito grigio da cow boy che si metteva in coda. Parlando della sua musica, devo ammettere che ho avuto un ascolto superficiale, così come tutti i componenti della band. Non c’è tra noi un fan di Bowie e questo ha facilitato il processo decisionale». Petra Magoni è particolarmente legata alle Marche, regione dove è nato Musica Nuda.


I ricordi
«Fa sempre piacere poter tornare nelle Marche. Mi sento davvero a casa. L’anno scorso sono stata a RisorgiMarche. Ho molti amici tra Pesaro e Fano e ci vengo molto volentieri. E tra poco (3 agosto) ci sarà il concerto di mia figlia a Sant’Elpidio a Mare» conclude Magoni.

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