Greg con Max Paiella alla festa della Lube: «Jolly Rockers, entusiasmo contagioso»

Greg con Max Paiella alla festa della Lube: «Jolly Rockers, entusiasmo contagioso»
Greg con Max Paiella alla festa della Lube: «Jolly Rockers, entusiasmo contagioso»
di Marco Chiatti
4 Minuti di Lettura
Domenica 25 Settembre 2022, 02:55

Sarà lui lo special guest musicale di “Mission Impossible 4”, la serata in onore della Cucine Lube, in programma domani, lunedì 26, alle 21, al teatro Rossini di Civitanova. Claudio Gregori, in arte Greg, con Max Paiella e il loro gruppo dei travolgenti Jolly Rockers animeranno un evento già carico di ospiti e sorprese. È impresa ardua cercare di incanalare il fiume di energia creativa di Greg in una qualche definizione. Artista a 360 gradi, attore, comico, cantante, musicista, conduttore televisivo, conduttore radiofonico e fumettista, nonché autore di musiche e colonne sonore. E probabilmente manca ancora qualcosa.


Che spettacolo presenterà domani?

«Uno spettacolo breve a quanto mi hanno detto, perché in realtà la serata è per celebrare la squadra di pallavolo e noi siamo lì per “intesaurare” il tutto a suon di rock’n’roll. Ad ogni modo cercheremo di spuntare almeno quella mezz’oretta in più finale ove dar sfogo alla nostra bulimia di musica con una manciata di energia R’n’R e R’n’B da Chuck Berry a Louis Prima e da Tom Jones ai Blues Brothers».


Una storia, quella dei Jolly Rockers, che si intreccia con le Marche.
«I Jolly Rockers furono la mia prima band, fondata nel 1982. Per 13 anni abbiamo imperversato nella penisola a suon di rock’n’roll, rockabilly, doo wop, country e jive. Più tardi, Angelo Di Liberto, memore del mio passato musicale, ci volle fissi ogni estate per la serata Hawaii del festival Summer Jamboree. Da allora facciamo due o tre concerti all’anno; ma la carica è sempre enorme, l’entusiasmo contagioso e l’energia esplosiva».


Come si incastra la sua passione per le perfomances live con il resto dei suoi impegni sui vari fronti?
«Eh, il tempo è tiranno, ma la musica deve sempre essere la costante della mia vita. È la mia passione principale e la ascolto, la compongo e la suono quotidianamente; cerco di sfruttarne ogni sfumatura: la ficco in 610 come sigle, sottofondi e gags e compongo le colonne sonore degli spettacoli teatrali e dei film».


A quando il ritorno in tv?
«Quando la smetteranno di proporci cose che non sono nelle mie corde e accetteranno di farci fare un programma come dico io. Un po’ come è accaduto per il formidabile Valerio Lundini (del quale mi inorgoglisce essere stato talent scout)».


E la coppia inossidabile Lillo-Greg?
«Continua, seppur procedendo anche su binari paralleli. Insieme portiamo avanti 610, mettiamo in scena uno spettacolo a teatro all’anno e, di quando in quando, un film; poi ognuno di noi ha le sue strade solinghe: Lillo ama fare più cinema possibile e presenziare nelle trasmissioni televisive. Io amo far teatro (sarò in scena con “Il Calapranzi” di Pinter nella prossima stagione insieme a Simone Colombari) e occuparmi di musica (sto registrando due dischi: uno con i Frigidaires e un mio progetto personale)».


Un pensiero a Senigallia, per lei una meta stabile ogni estate, che sta cercando di risollevarsi dalla recente calamità?
«Che dire? Ho ovviamente sentito tutti quelli che conosco lì, da Angelo Di Liberto ai miei cugini sparsi tra Ancona e Chiaravalle. Sembra sempre così assurdo che si metta tanto impegno per rendere i propri luoghi migliori e ci voglia così poco per vanificare tutto».

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