Montanini e un 2022 super: «Ho girato “Buon viaggio ragazzi” e sarò presto sul set di “Mia" e “Castelrotto”, poi per l'estate mi attende ancora Castellitto»

Giovedì 6 Gennaio 2022 di Chiara Morini
L'attore e comico fermano Giorgio Montanini

FERMO - Il 2022 per l’attore fermano Giorgio Montanini sarà l’anno del cinema. Dopo il successo con la pellicola “I Predatori” per la regia di Pietro Castellitto, Montanini si racconta tra nuovi progetti e date che del suo monologo.
Montanini, come va questo inizio 2022? 
«Pieno di impegni. Finito il lockdown, sono stato contattato da diverse produzioni che mi hanno chiamato per girare alcuni film. Uno l’ho finito di girare due settimane fa, altri tre arriveranno nell’immediato futuro».

 

 
Ce ne può parlare? 
«Comincio dal primo, “Buon viaggio ragazzi”, per la regia di Riccardo Milani. Sono co-protagonista in mezzo a tanti nomi noti del calibro di Fabrizio Bentivoglio, Vinicio Marchioni, Antonio Albanese, Sonia Bergamasco. In questo film sono un galeotto e la trama ruota tutta attorno a un corso di teatro all’interno di un penitenziario».
Nemmeno il tempo di riposarsi che sarà di nuovo sul set?
«Sì, il prossimo sarà “Mia”, la regia è di Ivano De Matteo. In questo caso il mio ruolo è opposto al precedente, qui farò la guardia giurata e sarò il migliore amico del personaggio interpretato da Edoardo Leo. Qui sono molto a mio agio».
Com’è stato tornare sul set dopo la prima esperienza?
«Mi piace, tutto bello, ma soffro un po’ i ritmi del cinema, mi stancano, sono orari massacranti, anche dalle 6 del mattino». 
Però ha tanta soddisfazione?
«Scherza? Tantissima! Finalmente ho avuto lo sdoganamento da ruolo puramente comico che avevo. E con che film! Qui non sono a fare cinepanettoni, senza nulla togliere al genere, qui lavoro con attori fantastici, pluripremiati, è molto bello».
Prima parlava di quattro film. Gli altri due? 
«A breve inizierò a girare il terzo, per la regia di Damiano Giacomelli. In “Castelrotto”, questo il titolo, avrò accanto Giorgio Colangeli, e tra gli altri anche Mirco Abruzzetti. Per il quarto dovrò attendere l’inizio dell’estate, sarà il secondo film diretto da Pietro Castellitto». 
Di attori ne ha già incontrati molti e altri ne sta per incontrare: quale o quali sente più vicini a sé?
«Non faccio torto a nessuno, non è la mia intenzione. Ma non posso non citare Vinicio Marchioni, considerato un’icona, Fabrizio Bentivoglio, lo straordinario Antonio Albanese. Vede, Albanese è sempre stato il mio idolo da quando avevo 14 anni e ora ho girato con lui. Poi c’è Pietro Castellitto, ovviamente, ma anche Edoardo Leo: con lui ho fatto una fiction una quindicina d’anni fa e forse più. Me lo ha ricordato lui stesso».
Molto impegnato quindi… 
«Sì, ma sono anche molto felice. Non è da tutti fare quattro film in un anno, tanti e massacranti. Molti altri ne ho rifiutati: per fare un film ci deve essere qualcosa che mi piace, o i colleghi, o il ruolo, o la trama. E questi quattro hanno il loro perchè».
Per quanto lascerà il suo monologo teatrale nel congelatore?
«Lo tirerò fuori appena ho momenti liberi, alcune date tra gennaio e febbraio, altre in primavera, poi mi fermerò di nuovo».
Se un giorno la costringessero a scegliere tra fare l’attore e il comico?  

«Farei il comico!».

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