Greg racconta il sisma del 2016 nell'opera “L’ultima estate” al Teatro dell’Aquila di Fermo, in scena le memorie di un mondo che non c’è più

Giovedì 25 Novembre 2021 di Chiara Morini
Greg sul palco del Teatro dell'Aquila come voce recitante nell'opera "L'ultima estate"

FERMO - «È un’opera per coltivare la memoria e al tempo stesso congelare nella musica il dolore e le speranze di una comunità, dopo la tragedia del sisma del 2016». Così il compositore Marcello Filotei parla de “L’ultima estate”, che andrà in scena questa sera, alle ore 21 al Teatro dell’Aquila di Fermo.

 


Lo spettacolo arriva a Fermo, dopo le tappe di Rieti, nel Lazio, e di Foligno, nell’Umbria. Lo scopo è toccare tutte e quattro le regioni italiane colpite dal sisma di cinque anni fa e, dopo l’unica tappa marchigiana a Fermo, il tour si concluderà a L’Aquila, altra città duramente colpita dal terremoto di qualche anno fa. I testi dell’opera sono tratti dal libro “L’ultima estate. Memorie di un mondo che non c’è più”, dello stesso Filotei, che ha anche scritto la partitura musicale. La parte recitata, sarà a cura di Greg, che tutti amano e apprezzano in coppia con Lillo in Lillo&Greg. Una scelta, quella dell’attore romano, voluta perché, spiega Filotei, «è la giusta voce che incarna tutte le sfumature emozionali di questo spettacolo».

Cosa poco frequente in un’opera, in alcuni momenti Greg parlerà e reciterà durante il canto del coro a cura dei solisti dell’Accademia d’Arte lirica di Osimo. Due piani artistici, insolitamente fusi tra loro, che però serviranno a rendere ancora più emozionale l’evento. Non aspettatevi un racconto del sisma o dei luoghi, perché il cuore dello spettacolo sarà una lettura e un racconto delle esperienze vissute, come quella della sorella di Filotei che, recuperata dopo essere stata nove ore sotto le macerie, ha impiegato mesi tra ospedale prima e fisioterapia poi. «Le emozioni sono espresse anche con diverse partiture musicali», commenta il direttore della Bruno Maderna Ensemble, Gabriele Bonolis. 


I musicisti dell’ensemble hanno affrontato una sfida, quella di rendere omogenea la riproduzione di alcuni suoni, come le terapie intensive o il tremolio della scossa. «Un progetto importante – osserva Cesare Scanton che si occupa della mise-en-space -. Siamo lontani dal calcare troppo sul dolore, perché per dargli importanza bisogna anche dimostrare di averlo superato, e metabolizzato». C’è anche un messaggio di speranza, che danno le persone dei luoghi del sisma che non hanno mai abbandonato i propri paesi. Lo spettacolo, che doveva tenersi nel 2020, e poi saltato per la pandemia, è stato “intercettato” dal Conservatorio di Fermo, sotto la guida del direttore Nicola Verzina, e patrocinato dall’assessorato alla Cultura di Fermo. Ingresso libero, prenotazione allo 0734284295. 

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