L'allarme del regista Secchiaroli: «Il nostro settore una Cenerentola»

Mercoledì 3 Giugno 2020
Il regista fanese Henry Secchiaroli coordinatore di Cna Cinema e Audiovisivo Marche
FANO - La pandemia Covid ha letteralmente messo in ginocchio tutti i settori della cultura in Italia mettendo in seria difficoltà sia le maestranze del mondo dello spettacolo che tutta la filiera di professionisti ed esercenti del settore cinema. Un comparto che in questo momento sta conducendo una battaglia di sensibilizzazione e di invito all’ascolto per una categoria bloccata più di altre da burocrazie inutili e in forte ritardo su protocolli per le riaperture e sui programmi. Parliamo di questo grande problema con il regista Henry Secchiaroli Coordinatore di Cna Cinema e Audiovisivo Marche.

Il Covid ha causato problemi enormi sia al turismo che alla cultura in Italia. Come si sta vivendo questa emergenza nelle Marche, ci sono progetti e soluzioni in fase di attuazione?
«Il lockdown ha causato problemi enormi al cinema e all’audiovisivo bloccando di fatto tutto l’indotto economico. Stiamo vestendo i panni di Cenerantola. Parliamo di un settore da sempre precario in questa regione per la mancanza di sostegni reali e di una legge cinema efficace che dia risorse certe alle imprese di produzione marchigiane e a tutte quelle che vorrebbero girare nei nostri bellissimi territori. Non si può pensare che per il 2020 la Regione abbia previsto solo un piccolissimo bando da 100mila euro (spezzato in tre), per giovani autori escludendo tra l’altro di fatto le produzioni. Le Pmi della produzione audiovisiva marchigiana hanno urgente bisogno di liquidità e va subito aperta una finestra di sostegno a fondo perduto. Fortunatamente da qualche mese, dopo i complicatissimi bandi Por Fser, stiamo vedendo piccoli spiragli di luce. Come Cna Cinema e Audiovisivo Marche abbiamo aperto un tavolo costruttivo di discussione operativa e creativa con la Fondazione Marche Cultura».

Come si sta muovendo Cna Cinema a Audiovisivo Marche per la ripartenza dei set?
«Il cinema delle Marche ha bisogno di urgente sostegno economico. C’è da tenere conto che alla ripartenza i set di produzione dovranno fare i conti con maggiori costi per l’attuazione dei protocolli sanitari necessari alla sicurezza sul lavoro. Oltre a questo c’è il grosso problema delle assicurazioni visto che l’Inps ha dichiarato che il contagio da Covid può essere considerato infortunio sul lavoro e dunque, oltre alla responsabilità civile, si prefigura quella penale. In realtà le produzioni con codice Ateco 59.11 potrebbero ripartire ma chi è quell’amministratore che si prende il rischio di una denuncia penale? Ma una nota positiva si è diffusa in questi giorni dall’Inail nella quale si chiarisce esplicitamente che l’infortunio sul lavoro per Covid-19 non assume alcun rilievo per sostenere l’accusa in sede penale e/o in sede civile nei confronti dell’impresa. Dobbiamo quindi aspettare per capire come agire con le assicurazioni».

Per quanto riguarda l’esercizio cinematografico come ci si sta muovendo? E come sarà la ripartenza per le sale?
«Per quanto riguarda l’esercizio cinematografico occorre una riapertura intelligente e graduale delle sale. Bisogna creare un ponte che arrivi a settembre e fino a quel momento stimolare sia gli esercenti che i Comuni a creare dei Cinedrive, piccole arene e village nel rispetto delle norme di distanziamento sociale. Il problema più grave che gli esercenti stanno avendo è quello con le major della distribuzione che ancora si tengono stretti i nuovi film in uscita per la paura di fare mancato incasso. In questo momento c’è un’esigenza forte di reinventarsi in tutti i settori. Io credo che nel futuro ci saranno più possibilità anche per i film di produzione indipendente grazie allo sdoppiamento delle sale live in piattaforme On Demand che opereranno con lo stesso criterio della sala cinematografica. Quindi un cinema virtuale fruibile anche da casa anche se meno romantico, ma più sicuro. Io sono per l’evoluzione della sala cinematografica in luogo del cinema e non del cinema fine a se stesso. Come dice il nostro portavoce Giuseppe Piccioni “si dovrebbero poter proiettare film meritevoli, piccoli gioielli insieme a rassegne, grandi film europei e anche film commerciali insieme a quelli che per qualche strano motivo non abbiamo visto (ce ne sono alcuni meravigliosi), ed essere in grado di comunicare l’evento in modo che il pubblico si fidi e decida di comprare il biglietto. La sala deve essere un luogo che mantiene le promesse” . Sono pienamente d’accordo con lui. Poi c’è la versione dell’esercente; facendo quattro chiacchiere con l’amico e associato Massimiliano Giometti ho compreso che la fidelizzazione della clientela è molto importante. Ed anche la necessità di tanti fattori in primisla qualità dell’offerta e della struttura ospitante, in secundisla promozione e comunicazione del contenuto che è a mio avviso uno dei problemi prioritari per mancanza di fondi».

Quindi sarà un anno difficile per il cinema e l’audiovisivo nelle Marche?
«Direi non solo per le Marche. Ma come settore ci stiamo muovendo già da tempo». Per tutte le informazioni si può comunque consultare il sito www.cnacinemamarche.com».  © RIPRODUZIONE RISERVATA