Emma Marrone e il "video abusivo"
con Vasco Rossi: «Momenti indimenticabili»

Emma Marrone e il "video
abusivo" con Vasco Rossi:
«Momenti indimenticabili»
In attesa dell'uscita del video di Io sono bella, il singolo di Emma Marrone scritto da Vasco Rossi e Gaetano Curreri degli Stadio, assieme a Gerardo Pulli e Piero Romitelli, la cantante salentina ha pubblicato sul suo profilo Instagram un "video abusivo" in cui il rocker di Zocca le autografa il testo della canzone. «Momenti indimenticabili», commenta Emma. 

Io sono bella è il singolo di Emma uscito dieci giorni fa. Leggi l'analisi del brano a firma di Claudio Fabretti per Leggo.

Emma, “Io sono bella”, la canzone scritta da Vasco un po’ meno

C’era molta attesa per il nuovo singolo di Emma Marrone. E il motivo è presto detto: le firme eccellenti di Vasco Rossi e di Gaetano Curreri degli Stadio, assieme a quelle dei giovani Gerardo Pulli e Piero Romitelli. Aggiungiamoci l’immodesto titolo auto-celebrativo – “Io sono bella” – e le premesse per il botto c’erano tutte. Peccato però che, al netto della consueta energia pseudo-rock e di una carica interpretativa che – come sempre – suona più studiata che selvaggia, ciò che resta in mano sia un ritornello bolso e banale, a suggello di un testo che parte già come il più prevedibile dei monologhi a sfondo sexy (“Fammi godere adesso/ solo per un istante/ io mi accontenterò/ e ti amerò durante”). Roba che il Vasco di inizio anni 80 non sarebbe arrivato a scrivere nemmeno dopo un’abbuffata di ciccioli e lambrusco. Aggiungiamoci la proclamazione di indipendenza più telefonata di sempre (“Sono stanca di essere come mi vogliono tutti/ sono stanca di vivere come vorrebbero gli altri”) e l’inventario delle banalità a buon mercato è presto esaurito. “Io sono bella”, ok, ma la canzone no.
“Io sono bella non è solo una canzone. È un regalo meraviglioso che mi hanno fatto Vasco Rossi e Gaetano Curreri con la collaborazione di due giovani autori, Gerardo Pulli e Piero Romitelli”, ha dichiarato Emma dal suo Instagram. “Dopo 10 anni di lavoro è la ricompensa più grande che potessi ricevere. Ripenso a tutti i dischi che ho comprato e ai concerti dove ho saltato come una matta cantando le sue canzoni con tutta la voce che avevo in corpo per farmi sentire dal kom. Perché volevo diventare come lui. Non avete idea di che cosa significhi per me avere in bocca le sue parole”. Il problema è che le sue parole sono ormai pallottole a salve: innocue e prevedibili.
Cosa resta? Il ritmo, la grinta, la propensione rock, quel pizzico di elettricità fracassona. Tutti ingredienti che, se messi a frutto, potrebbero forse consentire a Emma di fare un salto di qualità nel suo nuovo album di inediti, che uscirà nel 2020, in occasione dei dieci anni di attività della cantante salentina. Magari ricorrendo a una produzione meno roboante e invasiva di quella approntata da Dardust in questo brano.

Ci piace Emma quando affronta il pubblico senza timori, parlando di immigrazione, mettendoci la faccia; meno quando veste i panni di una tigre sexy di maniera, prevedibile come una finta lite televisiva ad “Amici”.
 
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Domenica 8 Settembre 2019, 11:23 - Ultimo aggiornamento: 08-09-2019 11:29

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