Dpcm, cinema e teatri chiusi, da Favino a Cuccarini la rabbia vip: «Non siamo solo tempo libero»

Lunedì 26 Ottobre 2020

Cinema e teatri nuovamente chiusi, migliaia di lavoratori di nuovo a casa. Il mondo dello spettacolo si scaglia contro la decisione di Conte nel nuovo Dpcm di chiudere sale e intrattenimento. Da Lorella Cuccarini a Pierfrancesco Favino, sui social corre la rabbia: «C'è preoccupazione - scrive la Cuccarini - Per tutte quelle persone costrette a fermarsi. Persone che avevano già resistito per mesi, senza alcun tipo di aiuto. Che si sono poi rimboccate le maniche per lavorare in sicurezza. In tanti hanno chiesto un prestito, investendo denaro per adeguarsi alle normative. Oggi, arriva una decisione durissima e difficile da comprendere. Cinema e teatri nuovamente chiusi». La Cuccarini ricorda che cinema e teatri sono «luoghi in cui si è verificato, secondo l'Agis, un solo contagio in quattro mesi. Perché? Sarebbe interessante ricevere una risposta. Intanto un pensiero va ai milioni di lavoratori dimenticati, che operano nella meravigliosa 'fabbricà dei sogni. Che non può e non deve morire. Sono con voi». 

 

 

Lo studio dell’Associazione generale italiana dello spettacolo (Agis) viene condiviso anche dalla cantante Alessandra Amoroso. ​I luoghi dello spettacolo dal vivo - secondo l'Agis - sono luoghi sicuri. Su 347.262 spettatori in 2.782 spettacoli monitorati, con una media di 130 presenze per ciascun evento, nel periodo che va dal 15 giugno (giorno della riapertura dopo il lockdown) a inizio ottobre, si è registrato un solo caso di contagio da Covid. E allora perché queste restrizioni? Perché cinema e teatri chiusi, ma musei e chiese aperte?

«Non siamo tempo libero - scrive Favino sul suo profilo Instagram condividendo l'appello dell'Unione nazionale interpreti teatro - Siamo lavoro e molto di più. Non condividiamo le decisioni prese su cinema e teatri, e non da oggi. Come intendete sostenere i lavoratori? Perché non ci ascoltate, rispondedo alla nostra richiesta di un incontro?»

 

Appello a cui si sono associate in queste ore anche tante altre personalità dello spettacolo: attori, registi, uffici stampa. Dalla Capotondi alla Gerini in molti hanno firmato una lettera rivolta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini per scongiurare la chiusura di teatri e cinema, prevista ne nuovo Dpcm. Per i firmatari, non solo avrebbe ricadute irrimediabili a livello economico su tutto il settore ma anche «conseguenze nefaste sull’intero comparto culturale e sullo spirito dei cittadini».

 

«E' un osceno massacro dello spettacolo dal vivo. Un inspiegabile accanimento verso uno dei luoghi più sicuri dal Covid»: afferma il presidente del Teatro Stabile d'Abruzzo (Tsa), Pietrangelo Buttafuoco. «Lo spettacolo è una medicina per la gente, in un contesto psicologico così pesante. Quando chiuderanno cinema e teatri sapremo con chi prendercela». Per Buttafuoco il ministro Dario Franceschini sarebbe colpevole di non aver difeso il settore dello spettacolo dal vivo, sulla base delle evidenze numeriche dei mancati contagi. «Le sale per lo spettacolo dal vivo e cinema sono dotate di ricircolo dell'aria come negli aerei. Possono superare qualsiasi giudizio sanitario. E' un provvedimento incomprensibile che ignora tutti i lavoratori, oltre ad attori, tecnici e amministrativi i quali consentono di andare in scena».

 

Ultimo aggiornamento: 12:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA