L'attore Dario Cassini ha scelto Numana come buen retiro: «Le Marche fanno bene al cervello»

Martedì 30 Marzo 2021 di Andrea Maccarone
Dario Cassini, autore e attore per radio, tv e cinema

NUMANA - Può capitare di vederlo camminare rapito dai colori del tramonto lungo la spiaggia di Numana. Oppure passeggiare con il figlio a Marcelli. Il Conero è entrato nel cuore dell’attore Dario Cassini, che ormai da dicembre scorso si trova a trascorrere il suo buen ritiro, con tutte le ristrettezze del momento, proprio da queste parti.

 
Dario, perché ha scelto Numana?
«Mi trovo qui perché è il posto migliore per rimettermi in forma fisicamente. Ho l’opportunità di vivere con mio figlio in una casa che si affaccia sulla spiaggia. Approfitto di questo clima meraviglioso per rigenerarmi».


Come ha scoperto il Conero?
«Ci venivo in villeggiatura da ragazzino con la mia famiglia. Io sono nato a Napoli, poi trasferito a Roma per motivi di lavoro. Ma vivo in Umbria. Conosco bene le Marche, e posso dire che se dovessi trovare un claim per questa regione sarebbe: le Marche fanno bene al cervello».


Cosa la lega di più a questi territori?
«La bellezza dei tanti borghi e paesini che caratterizzano tutta la regione. E poi il mare. Credo che la riviera del Conero non abbia eguali in tutto l’Adriatico».

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Ha trovato anche dei nuovi amici?
«Certamente. Ho un gruppo di amici qui, che provengono da tutt’altri ambienti rispetto al mio. Ed è questo il bello, perché mi regalano conversazioni più ossigenate e profonde. L’interesse e la cultura sono dietro le persone, non nei mestieri che svolgono».


Da numanese adottivo, se dovesse dare un consiglio a chi amministra questa località?
«Suggerirei di far accadere qualcosa di più durante l’inverno, perché ho avuto la possibilità di vedere che c’è vita non solo durante la bella stagione. Quindi punterei su una maggiore programmazione invernale sia sul fronte degli spettacoli che delle proiezioni cinematografiche».


Quando sarà finalmente finito questo periodo di clausura, c’è possibilità di vederla sul palco da queste parti?
«Mi auguro proprio di sì. Prima di tutto spero di recuperare la data di Senigallia, perché è stata rinviata tante volte ed è anche quello un posto che amo tantissimo».


Uno sguardo al futuro, che cosa bolle in pentola?
«Intanto mi diverto a commentare l’attualità più leggera nel programma Ore14 su Rai2 con Milo Infante, poi sto lavorando al mio romanzo che sarà ambientato proprio sul Conero. Ho appena terminato le riprese del film “La donna per me” di Marco Martani e poi aspetto di vedere cosa accadrà ai David di Donatello dove è in gara il film I Predatori di Pietro Castellitto in cui ho recitato anch’io».


Lei cambia spesso palco: radio, tv, cabaret, cinema. Ma dove si sente più a suo agio?
«Non toglietemi nessuno di questi. Ma neanche lo scrivere. E’ per me un dono e un piacere. Non ho la disciplina che cercava di infondermi Giorgio Faletti il quale diceva: “scrivi tutti i giorni una pagina, anche se il giorno dopo ti troverai a buttarla”. Io scrivo quando succede qualcosa di creativo nella mia testa».


In questo periodo di lontananza dal palco, che cosa le manca di più?
«Lo scambio energetico che c’è con il pubblico. Penso sia questa la cosa che più mi manca. Il set cinematografico, per fortuna, lo sto frequentando assiduamente. Spero che dopo la partecipazione al film di Castellitto sia un percorso in crescendo».

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