“Big” fa il pieno a Corto Dorico. L’opera di Daniele Pini conquista la giuria di esperti, del pubblico e dei detenuti

Lunedì 13 Dicembre 2021 di Giovanni Guidi Buffarini
Un'immagine di "Big" il corto di Daniele Pini che ha vinto Corto Dorico 2021

ANCONA - Gli Anticorpi di Corto Dorico hanno avuto la meglio sul Covid. C’era un sacco di pubblico, sabato alla Mole Vanvitelliana per la Finalissima del concorso nazionale dei cortometraggi, un colpo d’occhio atteso due anni. Il primo premio - il Premio Stamira, assegnato dalla Giuria di esperti composta dalla regista Wilma Labate, dal produttore Andrea Paris e dalla montatrice Simona Paggi - è andato a “Big” di Daniele Pini. «Un film pieno di idee.

 

Ha stile e un linguaggio sintetico come chiede il cortometraggio. Gli attori recitano in sottrazione, dunque sono autentici grazie a una direzione sapiente». 


Il palmares
“Big” si è aggiudicato anche il Premio del Pubblico e il Premio Ristretti oltre le Mura, attribuito dai detenuti delle carceri marchigiane. La Giuria degli esperti ha inoltre voluto segnalare con una Menzione Speciale “Lia” di Giulia Regini. Il Premio Nie Wiem per il Miglior Corto di Impegno Sociale è andato a “Tropicana” di Francesco Romano. La Giuria Giovani Nazzareno Re ha scelto “Le buone maniere” di Valerio Vestoso. Premio Cgs Acec Sentieri di Cinema a “U Figghiu” di Saverio Tavano, mentre il Salto in Lungo è stato vinto da “Due” di Filippo Mereghetti. Per quanto riguarda il concorso internazionale di Amnesty Italia, ha prevalso “Near Our Border” di Martina Troxler che ha convinto anche la Giuria Giovani mentre il pubblico gli ha preferito “Store Policy” di Sarah Arnold. Cala il sipario su Corto Dorico 18, e allora è tempo di bilanci. Largamente in attivo. I direttori artistici Ciprì e Caprara commentano: «Ci eravamo ripromessi un Festival pronto a ritrovare uno spazio non solo di contenuti ed emozioni ma un luogo fisico capace attivare condivisioni reali e socialità. Che tornasse a essere di nuovo comunità. Questa edizione di Corto Dorico Film Fest è stato questo. E ci riteniamo molto soddisfatti, perché pensavamo proprio a questo tipo di Anticorpi quando abbiamo scelto il tema del Festival nella speranza e visione di un cinema per la rigenerazione». Dice il presidente di Nie Wiem, Valerio Cuccaroni: «A 18 anni, il Festival è ormai autonomo. C’è una straordinaria squadra di professionisti e volontari, da tutte le Marche, che lo ha preso in mano e lo sta portando lontano. Abbiamo sempre sostenuto che il cinema è sul grande schermo, e grazie alla nuova Nie Wiem, al Comune di Ancona e a tutti i nostri partner siamo riusciti a farcelo tornare. E grazie ai vaccini, ci tengo a rimarcarlo. In questi tempi bui, la luce del cinema, e specialmente quello di Impegno sociale, è fondamentale». Cala il siparo, s’è scritto sopra e non è del tutto corretto. Domani pomeriggio alle 18.30, in diretta Facebook e YouTube, Corto Dorico 18 propone una ulteriore “Ora di Cinema”, protagonista l’attore Vinicio Marchioni. Poi si comincerà a preparare la prossima edizione di un Festival sempre (più) vivo, «soggetto e non evento, luogo di sperimentazione di cose che poi diventano altro»: dice bene l’assessore Marasca.

 

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