Il rap dei Cor Veleno e l’indie rock dei Tre Allegri Ragazzi Morti fa tappa all’abbazia di San Claudio al Chienti a Corridonia

Il rap dei Cor Veleno e l indie rock dei Tre Allegri Ragazzi Morti fa tappa all abbazia di San Claudio al Chienti a Corridonia
Il rap dei Cor Veleno e l’indie rock dei Tre Allegri Ragazzi Morti fa tappa all’abbazia di San Claudio al Chienti a Corridonia
di Andrea Maccarone
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Domenica 17 Luglio 2022, 07:45

CORRIDONIA - Il rap dei Cor Veleno incontra l’indie rock dei Tre Allegri Ragazzi Morti e nasce prima il disco “Meme K Ultra” e poi il tour dal vivo che stasera farà tappa all’abbazia di San Claudio al Chienti a Corridonia (21,30). Un matrimonio inconsueto, ma che, invece, il frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Davide Toffolo, definisce «tra i più belli di sempre». Modestia a parte, l’unione tra le due band ha dato vita ad un progetto musicale davvero unico e di grande impatto scenico. Soprattutto dal vivo.

 
L’incontro 
«Colpa di Roma», scherza Toffolo. In realtà è stato proprio l’interesse che l’artista friulano ha da qualche tempo per il rap romano ad averlo fatto avvicinare ai Cor Veleno. «Ho vissuto per qualche tempo nella Capitale - spiega Toffolo - e ho avuto modo annusare un po’ la scena rap locale, che comunque già conoscevo e apprezzavo». È stato un attimo riprendere in mano i dischi degli stessi Cor Veleno, Colle Der Fomento, AK47, Assalti Frontali, Onda Rossa Posse e tutta la grande famiglia hip-hop capitolina. «Con Cor Veleno siamo finiti in studio a registrare un brano - continua il leader dei Tre Allegri Ragazzi Morti - ed è venuto fuori qualcosa di veramente forte, tanto da farci dire che sarebbe stato un peccato finirla lì. E quindi abbiamo aperto le porte all’ipotesi di registrare un disco intero».


La sperimentazione 
Toffolo è uno di quegli artisti che da sempre trae linfa vitale dalla sperimentazione, dall’esplorazione in territori sconosciuti. «Il mio passaggio verso la musica nera è avvenuto in Giamaica, circa una decina di anni fa - racconta l’artista - da lì, infatti, ho scritto anche un pezzo reggae con i Tre Allegri Ragazzi Morti». E a vederlo da fuori questo connubio tra una band che rappresenta una colonna portante dell’indie-rock italiano più ruvido e un baluardo del rap italiano, riporta alla memoria la collaborazione di una trentina di anni fa tra i Public Enemy e gli Anthrax. Un paragone che fa sorridere Toffolo: «Non penso che siamo su quel filone di crossover che ha avuto il suo stato di grazia tra anni ’80 e ’90. Penso, invece, che abbiamo tirato fuori qualcosa di nuovo. Proprio un’invenzione, e in concerto si capisce meglio».


Le collaborazioni
I Tre Allegri Ragazzi Morti hanno abituato il loro pubblico alle collaborazioni, anche quelle più improbabili. Proprio in virtù dell’attitudine esplorativa di Toffolo & co. Non ultima quella con gli Extraliscio, con cui si presentarono a Sanremo 2021. «La musica è per me un luogo d’incontro», specifica l’artista friulano. In quanto a Sanremo, non è detto che l’avventura dell’anno scorso resti un unicum nella sua carriera. «Ma se dovessi tornarci, questa volta lo farei con i Tre Allegri Ragazzi Morti», tiene a sottolineare Toffolo, che sul vissuto di quell’esperienza non si sbilancia più di tanto. «Prendo in prestito le parole di Baudo: Sanremo è Sanremo», sorride il frontman. Ma dev’essere comunque stata un’esperienza intensa e diversa da tutte quelle vissute fino ad oggi, tanto da spingere il cantante a farne un podcast dal titolo “Lost in Sanremo”.
Ma il futuro dei Tre Allegri Ragazzi Morti cosa riserva? «Per adesso siamo concentrati su questo tour - risponde Toffolo - poi si vedrà».

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