The Tallest Man On Earth domani alla Mole di Ancona, i brani acustici si trasformano in una tempesta rock

Kristian Matsson, alias The Tallest Man On Earth presenterà alla Mole I Love You. It s A Fever Dream , un album intimo e acustico che dal vivo diventa uno tsunami
Kristian Matsson, alias The Tallest Man On Earth presenterà alla Mole “I Love You. It’s A Fever Dream”, un album intimo e acustico che dal vivo diventa uno tsunami
di Andrea Maccarone
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Martedì 5 Luglio 2022, 01:18

Nell’estate bollente arriva un po’ di vento dal nord. Domani sera, sul palco della Mole Vanvitelliana di Ancona, sarà atteso il cantautore svedese Kristian Matsson, alias The Tallest Man On Earth. Da tutti è considerato il Bob Dylan scandinavo per la sua abilità nel comporre i brani, combinata ad uno stile vocale unico, fatto di musica e poesia. L’artista arriva in Italia con “I Love You. It’s A Fever Dream”, un album intimo e acustico. Lo spettacolo avrà inizio alle 21,30.

Il disco
Il nuovo lavoro, scritto e prodotto da Matsson, è stato registrato quasi interamente nel suo appartamento a Brooklyn, New York. Pubblicato ad aprile 2019, il disco arriva a un anno dal progetto musicale di “When The Bird Sees The Solid Ground”. In uno dei suoi brani più celebri canta “Love is all”, e il tema dell’amore ricorre anche nell’ultimo disco. Cose se da quel sentimento nascesse la forza della sua cifra stilistica. «”Love is all” è una canzone che parla di una rottura piuttosto dura - spiega il cantautore -. Immagino che durante quei momenti emotivi della vita sia abbastanza facile prendere in mano una chitarra e trasformare quell’energia in qualcosa di utile, invece di essere infelici». A proposito dell’album racconta: «ho pensato molto allo sguardo attraverso il quale esaminiamo le nostre vite e, per qualche ragione, al fatto che le nostre peggiori tendenze sembrano sempre balzare all’occhio per prime, mentre le cose migliori possono passare inosservate. Mi sono reso conto che alcuni dei momenti più potenti e stimolanti della mia vita sono stati i più sottili».


Il rock’n’roll
Sembrerà strano, ma sebbene le canzoni di The Tallest Man On Earth risultano così morbide ed intime all’ascolto del disco, quando ci si trova davanti al suo show dal vivo le impressioni cambiano decisamente. L’artista mette in scena una forza comunicativa molto impattante. E quei brani acustici e apparentemente innocui si trasformano in uno tsunami di suoni ed emozioni, quasi fosse una gentile tempesta rock’n’roll. «Quando ero più giovane - racconta - poco prima di iniziare questo viaggio, ero il cantante di un gruppo rock piuttosto selvaggio in Svezia. Volevo essere Iggy Pop, arrampicarmi sulle cose e raramente indossavo una maglietta. Sono stato molto in mezzo alla folla. Quindi penso di aver portato un po’ di questo con me. Mettere su un grande spettacolo è tutto ciò che voglio fare. È dove mi sento più simile a me stesso».


La concretezza e il sogno
Un artista concreto e a tratti selvaggio, quindi, ma con un approccio da sognatore che si riversa nella scrittura dei brani. «In questo momento vivo un periodo della mia vita molto buono e ne sono grato -. Dopo una pausa così lunga da così tante cose (si riferisce ai mesi di lockdown, ndr) è come un sogno poter rivedere gli amici, suonare in spettacoli, viaggiare, uscire con qualcuno. Un sogno generale a cui aspiro è quello di trovare quanta più pace possibile in me stesso, invece di inseguire disperatamente la felicità ed essere devastato quando non riesci a trovarla. Cerco di vivere senza condizionamenti esterni, ma poi, allo stesso tempo, finisci per subire tutta l’oscurità di certe cose che accadono nel mondo». Come la guerra? «Sì, e credo che gli effetti si sentiranno anche nelle prossime canzoni».

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