Filippo Graziani a Castelfidardo
«Cantare Ivan è una grande gioia»

Filippo Graziani con Scanzi
a Castelfidardo
«Cantare Ivan, che gioia»
di Andrea Maccarone
CASTELFIDARDO -Una retrospettiva sulla musica e la poetica di Ivan Graziani, con il figlio Filippo e il giornalista Andrea Scanzi. Domani al Cinema Teatro Astra di Castelfidardo va in scena (ore 21) “Fuochi sulla collina”, uno spettacolo concepito proprio dai due amici per far rivivere i capitoli più celebri, e anche meno conosciuti, di un grande artista come Ivan Graziani. Con tanto di racconti inediti e aneddoti. Ingresso 20 euro. Info: 345/8579012.

Tutti i figli d’arte hanno una responsabilità. La sua ha un peso?
«Ogni volta rispondo sempre in maniera diversa a questa domanda. A volte dico di no, non sento né il peso né la responsabilità. Ma questa volta sento, invece, di dire sì. Perchè tutto è così volubile. In certi casi avverto proprio il fatto di andare a mettere mano su qualcosa di intoccabile. Ma è pur sempre mio padre. E lo faccio con il massimo del rispetto».

Che effetto le fa suonare le canzoni di suo padre?
«Mi riempie il cuore di felicità. Sia perché sto proponendo canzoni con cui, ovviamente, sono cresciuto. E poi perché ho la possibilità di farlo davanti a persone che lo hanno amato. Vorrei che fosse chiaro che tutto questo non è un semplice tributo, ma un approfondimento sull’artista».

Com’è nato questo progetto con Andrea Scanzi?
«Non lo definirei un progetto, ma un’idea scaturita in totale naturalezza. Io e Andrea siamo amici da molto tempo. E una delle tante volte che ci siamo visti, ci siamo chiesti: perché non fare insieme uno spettacolo che parli di mio padre? Così lui affronta la questione con il suo piglio giornalistico, da narratore. Ed io interpreto i brani».

Ecco, interpreta o ripropone fedelmente?
«In questo caso la differenza è sottilissima. Quando un artista affronta il repertorio di un altro artista ci mette sempre del suo. Ma le canzoni di mio padre erano già belle così come sono state incise. Quindi non c’è stato bisogno di aggiungere o togliere niente».

Suo padre era molto attaccato alle Marche. Lo è anche lei?
«Direi proprio di sì. Mia mamma è marchigiana, e mio papà era abruzzese. Quindi io ho mezzo sangue marchigiano. Poi, lungo il mio percorso, ho collaborato con diversi musicisti di Civitanova. Le Marche sono la mia terra e torno sempre con piacere. Poi vivo a Rimini, quindi dietro l’angolo».

Oggi il cantautorato è tornato in auge. Che ne pensa?
«Penso che attualmente ci sono in giro molti artisti di valore. Ognuno propone la sua visione e la sua interpretazione del cantautorato. E in un certo senso lo sono anche i rapper, ma questo è un mondo lontano dal mio. Quindi non saprei come definirne il fenomeno. Però c’è un discreto fermento».

E i talent?
«Ecco, i talent non fanno parte del mio percorso. Per carità, ognuno è libero di fare la propria scelta. Ma se penso a me, non riesco a vedermi in un talent neanche da spettatore».

Progetti futuri?
«Tornerò a proporre dal vivo il mio secondo disco, da cui sto già tirando fuori nuovi singoli. Poi mi metterò al lavoro su nuovi brani. C’è ancora molto da scrivere».
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Mercoledì 14 Marzo 2018, 13:12 - Ultimo aggiornamento: 14-03-2018 13:12

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