Capitale della cultura 2022, Ancona lancia la sfida. Giovedì e venerdì le audizioni, lunedì la città vincitrice

Martedì 12 Gennaio 2021 di Lucilla Niccolini
Ancona: il tramonto in Adriatico. La città è finalista come Capitale della cultura 2022

ANCONA - Nei giorni 14 e il 15 si terranno le audizioni decisive del Mibact con i rappresentanti delle dieci città finaliste: e lunedì 18 sarà emesso il verdetto. Sarà premiato lo sforzo di Ancona per diventare Capitale italiana della cultura 2022?

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Dai totem nelle piazze e dai muri della città, il nome, disegnato in caratteri in stile Bauhaus, spicca sui manifesti di color arancione: un appello ai cittadini a sostenere la candidatura, con una firma su charge.org, o anche solo col pensiero, incrociando le dita e invocando i nostri lari.

I progetti
E ai progenitori Dori sono dedicati alcuni degli oltre 80 progetti che compongono il dossier, consegnato al ministero, che sarà illustrato tra pochi giorni. «Gli anconetani potranno finalmente dare voce a una vocazione che è sempre stata trattenuta, quasi per non volere peccare di autoreferenzialità»: così conclude la sua “peroratio” Vasco Buonpensiere, del Cantiere delle Marche, uno dei tanti testimonial che hanno offerto il loro sostegno alla candidatura di Ancona. Una frase significativa, di cui va fiera anche la prima cittadina Valeria Mancinelli: «Confesso che non avrei creduto che i cittadini sentissero la cultura come una leva della trasformazione della città». Invece è vero. E, come ha più volte sostenuto il sindaco, anche se non arrivasse prima, Ancona avrebbe comunque vinto una partita: quella della fiducia nel suo patrimonio di civiltà, nella sua storia.

La riconquista di un’identità è testimoniata, nelle varie rappresentazioni, dal rettore Gianluca Gregori e dalla direttrice delle Muse Velia Papa, da Gian Marco Luna del Cnr, da Luigi Gallo, direttore della Galleria di Urbino e da molti altri. È orgoglio, quello che si prova scorrendo le immagini di un simpatico filmato, postato sulla pagina Fb di Ancona2022, che documenta il backstage delle riprese, per un video che sarà proposto alla prova finale. Una squadra improvvisata di bambini gioca a calcio sotto gli Archi. La troupe filma la corsa e le prodezze col pallone. Ed ecco, le immagini si rincorrono: dal Duomo tornano al Mandracchio, dal Passetto scorrono alle strutture portuali, al Porto Antico, di nuovo alla Mole, al teatro delle Muse, al panorama che si gode dal Faro antico. Un vivace caleidoscopio di vedute, sintesi e illustrazione del ricco cartellone di progetti che compongono il dossier.

L’Altro
Non manca niente, dal mare, con i rapporti con la storia millenaria e con l’altra sponda Adriatica, all’arte, con il recupero del Rinascimento e con le proposte contemporanee. E poi, la “cura”, l’attenzione ai bisogni dell’Altro: come straniero, adottato dalla città; come disadattato, che cerca spazi; come bambino, che reclama attenzione; come giovane, che scalpita per dimostrare la sua intraprendenza; come anziano, che ha tanta voglia di raccontare. “La Cultura tra l’Altro” recita il titolo del dossier che, col suo basso profilo, ha contribuito, assieme alla qualità dei progetti, a fare entrare Ancona nella short list della competizione. Giochiamocela. Possiamo farcela.

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