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La cantante Civello e la pianista Marcotulli, super duo tutto al femminile al Camerino Festival

La cantante Civello e la pianista Marcotulli, super duo tutto al femminile al Camerino Festival
La cantante Civello e la pianista Marcotulli, super duo tutto al femminile al Camerino Festival
di Chiara Morini
3 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Agosto 2022, 08:10

CAMERINO - Ultimo weekend con la musica del Camerino festival, da oggi a domenica 14 agosto. A iniziare il tris di concerti sarà un duo tutto al femminile, formato dalla cantante Chiara Civello e dalla pianista Rita Marcotulli, alle 21,30 alla Rocca Borgesca.

 
L’omaggio
Durante la serata, annuncia Marcotulli, «eseguiremo sia composizioni nostre che di altri autori. Pescheremo dalla musica brasiliana, ad esempio di Nascimento e Veloso. Ci saranno anche canzoni di Chiara e brani musicali miei, canzoni di De Andrè, che suoneremo in duo, e un piccolo omaggio a Pino Daniele. Non saranno delle cover ma delle versioni suonate e cantate a modo nostro». Al cantautore e compositore napoletano, Marcotulli e Civello devono il loro incontro. «Io – ricorda la pianista – ho suonato in uno dei suoi brani, lei poi ci ha cantato sopra». Chiara Civello racconta l’incontro con la collega: «Io e Rita – esordisce – ci conoscevamo già di nome. C’è stato l’incontro musicale a “distanza” nel suo brano “L’ironia di sempre”. Nella registrazione non sapevo che il piano fosse di Rita, poi ci siamo incontrate. Da lì è nata una piacevole collaborazione, e quando Pino è morto, abbiamo deciso di dare vita a questo duo, che va avanti da circa un anno parallelamente alle nostre attività di singole».


Il ricordo
Il ricordo che Chiara Civello ha di Pino Daniele, è molto intenso: «Era una persona molto appassionata di musica, capace di far incontrare diverse culture musicali. Ha creato una musica elevata e accessibile allo stesso tempo, capace di unire il napoletano all’internazionale». Chiara Civello è una delle migliori voci italiane in circolazione e nell’arco della sua carriera ha coltivato una dimensione spiccatamente internazionale, collaborando con diversi artisti. Tuttavia non ama la suddivisione in stili se non quando si tratta della classificazione dei dischi sugli scaffali. «Sono contraria ai generi e alle classificazioni – commenta – in tutti i campi della cultura, dell’arte. Farle lascia il tempo che trova. La mia voce e quello che faccio sono un crossover, senza un vero e proprio genere. Sono senza stampo, cambio, e lo faccio in base allo stato d’animo in cui mi trovo in quel periodo. Come ho fatto quando ho eseguito l’omaggio alla canzone italiana». È vissuta tra Italia, Brasile e New York, e se le chiedete dove sta meglio lei risponde: «In tutti e tre i posti, dipende dal momento. Vivrei bene a Rio, ma poi mi mancherebbero cose dell’Italia. L’importante è muoversi anche stando fermi, commuoversi. Ogni volta che vengo nelle Marche, mi piace tantissimo avete tramonti stupendi».


Il padre di Joe
Rita Marcotulli ha collaborato con tanti jazzisti internazionali, e su tutti ricorda «Riedman, il padre di Joe, con il quale ho girato tutto il mondo, ma anche altri americani. Mi hanno insegnato molto, come Billy Cobham, o i musicisti con cui ho collaborato in Scandinavia. Danilo Rea, i romani, i francesi, Pino Daniele che amava il jazz e il brasiliano e dal quale ho imparato ad accompagnare una canzone piuttosto che a fare cinque minuti di musica. Ad ogni modo non fa differenza: il virtuosismo è un mezzo non il fine». Sabato, all’Accademia Corelli, sarà la volta del pianista Jae Hong Park, mentre domenica 14 alla Rocca Borgesca, l’orchestra di fiati “Città di Camerino” suonerà “La musica nel cinema italiano”.

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