L'attore Cesare Bocci: «Dopo Montalbano un viaggio nella grande bellezza»

Sabato 2 Gennaio 2021 di Chiara Morini
L'attore camerte Cesare Bocci in una puntata di "Viaggio nella grande bellezza"

CAMERINO - Cesare Bocci, marchigiano di nascita, con la famiglia ancora a Camerino, si racconta. Tra la “sua regione”, il suo storico personaggio Mimì Augello, una nuova fiction su Canale 5, il ritorno in Imma Tataranni, e l’insolita veste di “guida turistica” in “Viaggio nella grande bellezza”.
Cesare, che augurio fa alle Marche per questo 2021? 
«Spero che questo nuovo anno sia migliore. Anzi, ne sono certo. Lo sarà. A tutti i miei concittadini marchigiani dico “non vi abbattete, recupererete”. Anzi mi lasci dire “recupereremo”. Spesso in questo periodo di forte difficoltà guardiamo anche ai grandi paesi. Ma il cuore delle Marche è grande. Lo so bene: non solo perché ho fatto diverse serate nel vostro territorio. Lo conosco bene, ci sono nato, vengo spesso, ho ancora le mie radici dalle quali non mi separo mai. Quando posso sono con voi!».
Quest’anno arriva un nuovo episodio di Montalbano… 
«Sì, è l’ultimo della saga, dopo i due usciti nel mese di marzo dello scorso anno. Andrà in onda “Il metodo Catalanotti”, è previsto nella prossima primavera. E sarà l’ultimo con il mio personaggio di Mimì Augello». 
Quindi non la vedremo più accanto a Luca Zingaretti?
«Se faranno Riccardino, dall’ultimo romanzo, no. Montalbano sparisce, scompare, e il vice commissario Augello non c’è, nella storia del romanzo è in ferie. Se poi dovessero chiamarmi per girarne altri, ci sto, certo. La verità, però, è che credo che forse ci avviciniamo alla fine di un’epoca. È morto Camilleri, è scomparso anche Alberto Sironi, il nostro regista. Poi era già venuto a mancare Marcello Perracchio, l’indimenticabile dottor Pasquano, e se ne è andato pure Luciano Ricceri, scenografo che ha fatto la storia del cinema e della stessa storia televisiva di Montalbano. La squadra originaria in parte non c’è più, il cuore è sempre a queste storie. Vedremo». 
Com’è stato lavorare accanto a Luca Zingaretti regista? 
«È bravo, in tutto quello che fa e anche in regia. Credo però che ci abbia messo una pietra sopra. Ad oggi andare avanti la vedo difficile».
Da una fiction all’altra. Ora è “fratello” di Nino Frassica in “Fratelli Caputo”… 
«Sì la serie è partita in prima serata il 23 dicembre, sono quattro episodi. I primi dati sono decisamente positivi, il pubblico gradisce. È una fiction per tutte le famiglie, narra la storia di due fratelli, che hanno in comune il padre, ma sono nati da madre diversa. Caputo, nostro padre, era sindaco di un paese in Sicilia, sposato aveva avuto Nino, il primo figlio. Arriva a Milano, e conosce mia madre. Alberto poi, il mio personaggio, va in Sicilia, e conosce il fratello e si trova a “invadere” la sua vita. Ne viene fuori una bella e classica commedia all’italiana». 
Com’è lavorare accanto a Frassica? 
«Potrei definirci “La strana coppia”. Con Nino Frassica mi sono trovato davvero molto bene». 
Sarà ancora nella fiction Imma Tataranni, di cui stanno per iniziare le riprese della seconda serie? 
«Certo, ci sarò ancora. E darò molto filo da torcere al sostituto procuratore Tataranni, interpretato dalla bravissima e simpatica Vanessa Scalera. Saverio Romaniello, così si chiama il mio personaggio, di certo non diventerà in alcun modo buono».
Dal poliziotto Augello al criminale Romaniello, com’è interpretare il ruolo di un cattivo? 
«Assolutamente divertente e sono contento di farlo ancora». 
Non solo fiction, ma anche cultura, con il suo “Viaggio nella grande bellezza”… 
«Non sarò una vera e propria guida. Mi piace definirmi qui spettatore: sarò come un turista che osserva e racconterà, nella trasmissione di Canale 5, quello che vede. Sarò una sorta di tramite tra le bellezze italiane e chi sta sul divano di casa».
Come nasce questo ruolo? 
«Io non sono un presentatore, semmai un divulgatore. Ho fatto “Delitti irrisolti”, poi altri lavori (presentando pure Miss Italia), tra cui “I segreti della storia” per Tv 2000. È venuto fuori, mi hanno chiesto se volevo farlo, ed ora mi potete guardare, su Canale 5».
Del teatro cosa può dire? 
«Non è semplice. Già prima della pandemia il settore “galleggiava”. La gente vuole il teatro, e si stava riprendendo. Ma qui si rischia che a posti ridotti scompaiano i piccoli teatri, che pure facevano delle belle stagioni. Spero si riprenda presto».

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