Barack Obama da Fazio: «Ciao!». Il saluto in italiano, il libro, la sua Michelle, la vita alla Casa Bianca: il racconto

Domenica 7 Febbraio 2021
Barack Obama a Che tempo che fa da Fazio: «Ciao!»

«Ciao». Si pare con un saluto in italiano il collegamento con Barack Obama, ospite di Che tempo che fa. L'ex presidente degli Stati Uniti è in collegamento con Fabio Fazio nella trasmissione in programma su RaiTre. «Un sogno che si realizza: Mr. President Barack Obama a Che tempo che fa! Questa sera h.20:00, RaiTre», twitta Fazio ricordando l'appuntamento.

 

 

«Grazie mi fa molto piacere essere qui. Mi piacerebbe essere lì di persona in Italia sa, ma dovremmo aspettare finché la pandemia passerà per essere con lei», ha aggiunto Obamba. Il tema dell'intervista è la sua autobiografia «Una terra promessa», tradotta in 26 lingue ed edita in Italia da Garzanti. Nel libro, Barack Obama, già premio Nobel per la Pace nel 2009 «per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli», ripercorre la sua straordinaria vita, da giovane in cerca di un'identità a leader del mondo libero, descrivendo la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti, fino al maggio 2011.

 

La First Lady Michelle Obama

«Michelle è molto critica e molto dura. Uno dei motivi per cui l’ho sposata è che mi spinge a fare sempre del mio meglio», racconta Obama parlando di sua moglie Michelle Obama, ex first lady degli Stati Uniti. «Tutti conoscono Michelle e sanno benissimo che è decisamente superiore a me. Il fatto che mi sopporti è anche una delle grandi meraviglie che descrivo nel mio libro».

 

Un libro per i giovani

Sui motivi che lo hanno spinto a scrivere il suo libro spiega: «Una cosa che volevo fare, particolarmente per i giovani lettori, è dare loro il senso che sia possibile occuparsi di politica, mantenendo sempre però la propria integrità e mantenendo quelli che sono i valori nel cercare di fare del bene agli altri». «Spero che particolarmente i giovani che possano essere interessati a questa carriera e a comunque fare qualcosa nel mondo, possa servire da guida per il loro impegno», aggiunge Obama.

 

Il tema dell'informazione

«È un tema del mio libro. È anche un tema della mia vita devo dire: cerco costantemente di capire io stesso come riusciamo a gestire tutto questo. Viviamo in un’era in cui siamo davvero annegati dalle informazioni», spiega l'ex presidente degli Stati Uniti. «Non abbiamo mai avuto così tante informazioni sulla punta delle dita e non abbiamo mai visto come oggi contestare la realtà così tanto». «Ci sono alcuni che erroneamente informano in un modo che è davvero distruttivo per la nostra democrazia. Non sono semplicemente i social media, anche se hanno accelerato questa tendenza», dice ancora Obama. 

 

Globalizzazione e democrazia

«A causa della globalizzazione, tecnologia, di tutti i cambiamenti che sono intervenuti, anche dal punto di vista demografico, la gente è incerta e cercano delle risposte troppo facili per spiegarsi delle circostanze che li confondono nella vita», sottolinea Obama. «È un momento tale per cui se la storia ci insegna qualcosa, i demagoghi, i movimenti violenti possono guadagnare terreno. E’ importante, se noi diamo valore alla democrazia, che la democrazia ci porti a credere alla logica, alla ragione. Dobbiamo da una parte gestire meglio i nostri social media, dall’altra educare i nostri bimbi a distinguere la verità dalle cose false in un modo molto più efficace». 

 

«Siamo tutti di fronte a questo: la globalizzazione, la tecnologia, sono stati delle micce di ricchezza e in effetti ci sono state persone che si sono arricchite in modi mai visti primi nella storia umana e questo non è sostenibile ovviamente», analizza Obama. «Se le nostre società hanno davvero una così profonda sperequazione tra i vertici e la massa delle persone, alla fine le persone, la gente, che cosa farà? Penserà che il sistema è corrotto, avranno risentimento. Dobbiamo volere tutti una società dove noi investiamo in modo tale che l’istruzione sia per tutti, per ciascun bimbo».

 

 

La vita alla Casa Bianca

Sulla sua esperienza alla Casa Bianca racconta che «naturalmente è un grandissimo privilegio quello di essere Presidente. La cosa interessante della presidenza degli Stati Uniti d’America, rispetto ad alcuni Paesi Europei, è che devi proprio traslocare dentro questo ambiente davvero strano,che come lo descrivo io nel mio libro, è davvero come un albergo a cinque stelle. Però in effetti non ce la fai ad andartene via, hai dei privilegi incredibili, hai tutta una serie di cose a disposizione. D’altro canto il senso di isolamento, di prigionia, è una cosa alla quale non mi sono mai abituato. Avevo dei sogni ricorrenti addirittura, però naturalmente è stato un piccolo sacrificio rispetto a quello che è stato ciò che abbiamo fatto». 

 

«Talvolta si ha un’impressione falsa: si pensa che il Presidente viva gratuitamente, semplicemente perché eletto Presidente. Noi dobbiamo fare la spesa, certo non andavo io al supermercato, ma ce la paghiamo noi la spesa!», aggiunge Obama. «È interessante, è proprio come accade ti abitui a queste cose! Le prime settimane è stranissimo, però lo staff è fatto da persone meravigliose che ti aiutano, come descrivo nel libro. La cosa importante era che Michelle ha voluto cambiare l’arredamento delle camere delle bambine perché non voleva che avessero la sensazione di dormire in un museo e potessero mettere i poster delle loro popstar, degli attori preferiti. Quando le mie figlie son cresciute, invece che invitare i loro amici alla casa bianca, volevano andare loro a casa dei loro amici perché almeno avevano la sensazione di stare in una casa normale».

 

Il sogno del "giovane" Obama

«Quando ero un bimbo cosi piccolo il mio sogno più grande era quello di riuscire a giocare e a nuotare perché ho avuto un’infanzia in un luogo che è fantastico per un bambino», racconta Obama. «Come descrivo nei libri che ho scritto, non è che fossi uno di quelli che aveva il sogno di diventare presidente. Era comunque il mio sogno quello di essere un bravo ragazzo. I miei genitori, i miei nonni me l’hanno sempre detto: volevano che io potessi dare il mio contributo alla società. È stato solo quando ero all’università che mi sono sensibilizzato sulle problematiche sociali. Ho partecipato al movimento Anti-Apartheid, ho iniziato a leggere di più ispirato dal movimento per i diritti civili, Gandhi e le personalità degli anni 60. Questo mi ha portato ad abbracciare la vita pubblica. E’ stato solo molto più tardi che mi sono davvero reso conto e ho pensato: ‘forse sono abbastanza bravo per riuscire a prendere la parola a nome di gruppi diciamo più nutriti della società».

 

Capitol Hill

«La democrazia non è un dono che viene dal cielo. È una cosa che noi cittadini, nei nostri rispettivi Paesi, dobbiamo continuamente rinnovare. Dobbiamo sempre investire nella democrazia. Il razzismo che si è avuto a Capitol Hill qualche settimana fa, possiamo vederlo praticamente in ogni paese europeo e di fatto c’è un conflitto in tutto il Mondo. I fatti di Capitol Hill ce li dobbiamo stampare nella mente, perchè ci dobbiamo ricordare che la democrazia non è scontata, bisogna investirci», ha detto Obama.

Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 07:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA