“Vague” tra corpi e paesaggi, inaugurata a Pesaro la mostra-omaggio all'artista Renato Bertini

L artista pesarese Renato Bertini con l assessore Daniele Vimini
L’artista pesarese Renato Bertini con l’assessore Daniele Vimini
di Elisabetta Marsigli
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Sabato 26 Marzo 2022, 09:05

PESARO - Dopo Vangi e Piattella, il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro prosegue il suo omaggio agli artisti del territorio con la personale del pesarese Renato Bertini che si inaugura oggi alle 18 e sarà visitabile fino al 15 maggio 2022. Classe 1939, Bertini porta in mostra le sue opere pittoriche incentrate sul tema del corpo e del paesaggio, entrambi elementi della natura, intesa come energia esplosiva che, come un’onda, si crea e si disfa e mai permane, quasi una metafora della vita, creando un dialogo tra i dipinti più recenti e quelli del passato, in particolare degli anni ’50 e ’60.

Tra le sue opere più note spiccano sicuramente i ritratti, uno su tutti quello di Gioachino esposto al Museo Rossini, ma per questa occasione Bertini ha voluto mostrare al pubblico la sua passione più profonda.
La timeline
Nel Loggiato la composizione si snoda lungo la parete, in una timeline non cronologica del lavoro dell’artista che crea una dimensione fluttuante in espansione nello spazio fino a coinvolgere, con un cambio di sguardo, altre opere posizionate frontalmente. La sala dodecagonale della chiesa del Suffragio, è attraversata da una struttura in diagonale su cui si allineano, da un lato, onde che si infrangono al fotofinish e, dall’altro, corpi-frammento che si consumano e si dissolvono. L’idea dell’artista sposa casualmente il tema della capitale italiana della cultura 2024, offrendo il suo “universo pittorico” nel contesto de “La natura della cultura”, e, come tutti coloro che lo hanno preceduto, si misura con lo spazio della Pescheria in un approccio minimale che mostra al pubblico la sua passione più profonda, fino all’emozionante esplosione, nella Chiesa del Suffragio che provoca uno squarcio non nella tela ma nello spazio. Non un’antologica ragionata dunque, bensì la sua esperienza estetica, la sua tensione artistica nata dall’osservazione della sua terra e del mare.
L’elemento minimale
Bertini ama ricercare l’elemento minimale da cui scaturisce il tutto, una fenomenologia che unisce micro e macrocosmo, energia esterna e interna, svelando la ciclicità degli eventi e la regolarità della natura nel suo precario equilibrio. Come racconta lo stesso autore, «questa natura minima e pulsante, contraddittoria, frantumatrice di ritmi, per tornare ogni volta a proporli, queste violazioni che ogni elemento produce sull’altro in un ritmo sempre diverso e sempre uguale è un mondo che produce in me continue emozioni, e le sue metamorfosi mi rimandano a un forte senso cosmologico. Sono questi piccoli movimenti, questa cinetica interna che tramuta, che sporca, che stinge che bagna impolvera a sollecitarmi e scuotermi. Sento in questa realtà, nella totalità di tutto ciò una sublimazione e una grande fonte poetica. Il mio procedere è in questo senso. È un po’ come se la natura “facesse arte” sotto i miei occhi e mi svelasse i segreti delle piccole cose nascoste». Come hanno sottolineato l’assessore alla Bellezza Daniele Vimini e Marcello Smarrelli, consigliere artistico della Pescheria, lo spazio del Centro Arti Visive è sempre più uno dei punti di riferimento nazionali dell’arte contemporanea, partendo dalla storia della grande scuola pesarese e andando verso le giovani generazioni. La mostra è fruibile il venerdì, sabato, domenica e festivi orario 16-19. Info 0721387651.

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