L’opera “Cornice n.1” della coreana Kim Ha Jim dell’Accademia di Carrara vince il Premio Mannucci ad Arcevia

Lunedì 31 Maggio 2021 di Veronique Angeletti
La studentessa coreana Kim Ha Jim con l opera Cornice n.1 vincitrice del Premio Mannucci circondata dal rotariani del Club Altavallesina-Grottefrasassi

ARCEVIA - Superba e vincente lezione di resilienza, quella del Premio Internazionale Edgardo Mannucci. Uno dei rari premi consacrato ai giovani scultori e alle Accademie italiane ed europee che le formano. Ad Arcevia, il Club Rotary Altavallesina-Grottefrasassi, ideatore della manifestazione, ha premiato non solo gli artisti dell’edizione 2021, la XXVIII, ma anche quelli dell’anno scorso, offuscata dall’epidemia.

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È l’opera “Cornice n.1” della coreana Kim Ha Jim dell’ Accademia delle Belle Arti di Carrara ad aver vinto il primo premio della 28esima edizione. In marmo bardiglio e ferro saldato esprime una visione minimal e informale sulla genesi delle strutture cellulari all’origine di ogni percorso vitale. Il secondo premio invece è andato a Nicolas Demetriou dell’Accademia di Urbino che attraverso materiali inconsueti come il vetro combinato a strutture in metallo saldate, intreccia il segno della mano umana nello spazio e stimola riflessioni come l’invasione dell’uomo o il consumismo.

Infine il terzo premio è andato a Valerio Neri dell’Accademia di Carrara che riflette sullo stato fisico della materia generando delle architetture dove si combinano le molecole fino ad individuare il dinamismo interno delle forme. I vincitori della 27esima edizione sono Camilla Cusumano dell’Accademia di Carrara che ha vinto il primo premio con l’opera “Secrets” che giocando con il grezzo e l’effetto liscio del marmo rosa e nero rappresenta la dualità tipica della personalità umana.

Secondi ex aequo Alessandro Pancani, dell’Accademia di Carrara con “Metamorfosi” e Tammaro Menale dell’Accademia di Napoli con “Libri ed appunti scolastici” in vetro, legno e libri, oggetti preziosi che tramandano e formano la società e la memoria collettiva. Infine terzi ex aequo, entrambi dell’Accademia di Napoli, Antonio Salzano con “Cigarette clay”, 1100 mozziconi modellati in terra cotta rossa e bianca che raccontano l’arte usa e getta, e Tammaro Menale con “Conserve”, un tuffo nella tradizione rustica locale. Infine premiato Marco Augusto Basso per l’installazione “Falco falconiere”, pathosformel (immagini che ritornano in contesti differenti nella storia dell’arte) di una piccola torre di Babele.

Le opere si possono ammirare al Palazzo dei Priori, in corso Mazzini, fino al 4 luglio. Nella chiesa dei SS Pietro e Giacomo, ex convento dei Cappuccini, ha sede invece l’esposizione permanente concessa dal Comune al Premio Mannucci. Un luogo particolare dove si vedono e si ascoltano le voci nuove che negli ultimi 26 anni hanno dato la loro linfa all’arte della scultura. Un luogo dove si sente la direzione del professore Stefano Papetti che ha traghettato nel tempo questo premio. Info: 07319899211.

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