Silvia, voce dei marchigiani nel mondo con le radio di Stati Uniti, Argentina, Belgio e Australia

Lunedì 11 Gennaio 2021 di Andrea Maccarone
Silvia Tamburiello con Cathy Papandrea nella trasmissione su Radio Italia Uno che trasmette per la comunità di italiani che vive in Nuova Zelanda

ANCONA - Insegnante di informatica per professione. Reporter radiofonica per passione. L’anconetana Silvia Tamburriello è la voce dei marchigiani nel mondo. Ha all’attivo collaborazioni con emittenti di ben quattro Paesi internazionali: Stati Uniti, Argentina, Belgio e Australia. E in ciascuno è in contatto con le comunità di marchigiani immigrati ormai da generazioni.

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La missione: raccontare le Marche e le sue peculiarità ai corregionali lontani. E magari farle conoscere anche a chi non c’è ancora stato. Non è così?
«Esatto. Raccontiamo il legame profondo che unisce le comunità sparse nel mondo con la propria terra di origine. Per tutti è un cordone ancora intatto che tiene uniti i tanti immigrati alle radici culturali del Paese natale».


Ma come si è trovata ad essere lei il trait d’union?
«Come spesso accade per certe storie, è nato tutto per caso. Sono stata anch’io una marchigiana nel mondo, perché ho vissuto cinque anni con la mia famiglia a New York. E ho sperimentato sulla mia pelle tutte quelle sensazioni che prova chi per lavoro si trova a lasciare il proprio Paese».


E che è successo a New York?
«Ho conosciuto un’insegnante di italiano, Josephine Maietta. Una donna molto dinamica, che mi ha coinvolto in una serie di eventi in cui il tema Italia era al centro. Successivamente ho conosciuto un altro italoamericano, Anthony Pasquale di Radio Icn. Con lui ho collaborato fino al 2014. Poi sono rientrata in Italia». A quel punto? «Sentivo che qualcosa dentro di me era cambiato. Quell’esperienza di vita a New York mi aveva arricchito tantissimo. Nel 2016 mi ricontattò Josephine, che nel frattempo aveva iniziato a condurre un programma radiofonico dal titolo “Sabato Italiano”. Da lì è partito tutto».

Ovvero?

«Ho cominciato a fare la corrispondente dall’estero. Attraverso collegamenti telefonici intervenivo nella trasmissione costruendo un ponte tra le Marche e New York. E’ iniziato il racconto di questa meravigliosa regione attraverso tante voci».


C’è stato un tema che ha dato il via al racconto delle Marche?
«Sì, certo. Il destino ha voluto che in quell’anno subissimo il tremendo terremoto di cui tutti siamo stati testimoni. Così ho colto l’occasione per rilanciare il territorio e promuoverlo all’estero».


Che cosa ha detto agli americani in quel frangente?
«Deve sapere che gli americani sono molto pragmatici. Sono stati loro a dirmi: “cosa possiamo fare noi per voi?”. La mia risposta è stata molto semplice: continuate a parlare di noi, non abbandonateci».


Come è arrivata ad incrementare la sua rete di collaborazioni internazionali?
«Sempre attraverso il networking delle comunità di marchigiani nel mondo ho conosciuto Javier Lucca di Cnn Argentina. La mamma è di Chiaravalle. Con lui conduco ogni sabato la trasmissione “Voce alla radio”».


E poi ancora il Belgio e l’Australia. Ma cosa interessa di più i vostri ascoltatori?
«Ovviamente sono legati alla cultura e alle tradizioni italiane. Così non manca mai un approfondimento sulla cucina del nostro territorio. Ma anche le destinazioni turistiche sono tra gli argomenti principali. Recentemente abbiamo parlato delle Grotte di Frasassi, ad esempio. Poco a poco facciamo scoprire tutto il territorio marchigiano a chi ci ascolta».

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