Papa Sisto V e il sovrintendente Fabretti, due marchigiani protagonisti della seconda edizione di “Paesaggi Urbani” nella capitale, Infante: «Un progetto partito anni fa»

Lunedì 6 Dicembre 2021 di Elisabetta Marsigli
Carlo Infante

ANCONA - Far parlare la città camminandola, entrare dentro le storie per uscire nel web con il format dei geopodcast. La seconda edizione di “Paesaggi Umani” si svolge a Roma, ma quest’anno è dedicata a due figure di origini marchigiane: Papa Sisto V (di cui ricorre il 13 dicembre il Cinquecentenario dalla nascita) e Raffaele Fabretti, “principe della romana antichità” (il primo sovrintendente ai beni culturali) che fu protagonista del Seicento romano. 
I walkabout, condotti da Carlo Infante, attuano di fatto una radio che cammina (locale, con radio-cuffie e al contempo globale con lo streaming via web-radio) dando forma a esplorazioni partecipate, che lasciano tracce georeferenziate su una mappa parlante, in cui ascoltare le voci dei territori toccati, sia sulla web-radio (radiowalkabout.it) sia sull’app Loquis con i geopodcast. «Il progetto nacque anni fa proprio nelle Marche, con l’associazione Comunanze che aveva sede ad Ascoli Piceno, - racconta Infante - mentre il concetto di Paesaggi Umani l’ho preso da quello straordinario poeta che è Hikmet».

 

 
Roma esprime un paesaggio umano che è stato in grado di rigenerarsi nonostante le continue invasioni e le tante devastazioni subite: non si è mai rassegnata al declino, anche se lo ha vissuto più volte. «È questo che ci insegna la figura straordinaria di Sisto V, uno dei Papi più importanti della storia di Roma. Si chiamava Felice Peretti, detto “er Papa tosto”, per la sua determinazione ostinata e pragmatica da buon marchigiano piceno». La sua è una delle storie più emblematiche da raccontare: fu il Papa che risollevò Roma mezzo secolo dopo il Sacco dei Lanzichenecchi (uno dei momenti più bassi della città), riattivando gli acquedotti (edificando l’acquedotto Felice) e i mulini. «Sisto V ridisegnò l’imago urbis con assi viari che collegano tra loro le grandi basiliche, erigendo obelischi e articolando un sistema di fontane che avvia la città vero il suo secolo d’oro: il Seicento barocco. Concepì il progetto di ricostruire il Palazzo del Laterano e ampliò quella che divenne la nuova residenza dei papi a Monte Cavallo. È al Quirinale che visse i suoi ultimi giorni ed è lì che verrà ricordato il 13 dicembre, mentre il 7 dicembre, alle 17, al Pio Sodalizio dei Piceni, nel Chiostro di San Salvatore in Lauro, si svolgerà il walkabout su “L’impronta picena a Roma, da Sisto V a Raffaele Fabretti”, con una videoproiezione nomade dell’elaborazione digitale dei quadri parlanti di Raffaele Fabretti (che potremmo indicare come il Richelieu del barocco romano), Sisto V e Cristina di Svezia a cura di Nuvola Project. Monsignor Raffaele Fabretti è il “piceno” per eccellenza, che ha gestito politiche internazionali e affiancato Cristina di Svezia nella nascita dell’Accademia delle Scienze». 
Il web protagonista
Un’idea intrigante che pone il web non come rimedio alla pandemia, ma come protagonista: «Uso una parola “performing media”: - conclude Infante - il video-teatro degli anni ’80 non era certo una stampella del teatro, ma proprio un altro tipo di arte. In questo caso abbiamo creato una “mappa parlante”, un podcast georeferenziato che arriva ovunque».

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