La displina del Qigong tra energia vitale e meridiani, una combinazione di conoscenze della medicina tradizionale, della filosofia e delle arti marziali cinesi

Martedì 3 Maggio 2022 di Federica Buroni
Una dimostrazione di Qigong

ANCONA - Energia vitale e meridiani. Un mix fondamentale da cui prende il via il Qigong, disciplina originaria della Cina, che prevede l’esecuzione di esercizi fisici associati al controllo del respiro e della mente. Nata dalla combinazione di conoscenze della medicina tradizionale, della filosofia e delle arti marziali cinesi, è molto antica. La parola Qi significa “energia” o “spirito” mentre gong può essere tradotto con “abilità” o “lavoro”.

 

«Questa disciplina ha come obiettivo quello di curare ed accrescere la propria energia interna, il qi, che scorre nei meridiani del nostro corpo», spiega Roberto Carnevali, maestro di Qigong ad Ancona, formatosi in Cina presso la scuola di Nanjing nella provincia di Jiangsu. Secondo la filosofia e la medicina cinesi, ogni individuo possiede una propria energia all’interno dei meridiani. Da notare: per la medicina cinese, questo flusso non va alterato altrimenti insorgono malattie o disturbi. In tal senso, il Qigong, «è la capacità di prendersi cura della propria energia vitale per raggiungere uno stato di totale benessere».


È una disciplina «che si può praticare tutti i giorni, per dieci minuti, un’ora o anche di più con una serie di esercizi e di automassaggio», fa sapere il maestro. Che aggiunge: «Se il nostro corpo ha bisogno per malattia o perché ne percepiamo alcune debolezze, occorre eseguire tecniche di Qigong mirate». Tutto andrebbe eseguito il mattino presto, verso le 6 perchè «l’alba come la primavera, dà i frutti migliori ma, comunque, ogni momento della giornata è buono per dedicarsi a se stessi, meglio, però, non farlo subito dopo i pasti, sarebbe preferibile attendere almeno un paio di ore». Questa tecnica «interviene sul nostro benessere fisico e mentale e quindi è importante conoscere lo stato di salute del nostro corpo». Per esempio, «se ho difficoltà nella digestione di certi cibi a causa della debolezza nella vescica biliare, devo praticare metodi di Qigong che rafforzino il meridiano della cistifelia». Dunque, sottolinea il maestro, «si è di fronte ad una pratica per la salute che ci consente d’intervenire sui meridiani e sui punti per rafforzare le energie del Qi e del sangue fino a sviluppare la capacità d’indirizzare il Qi nel nostro corpo e di percepirne gli effetti».


Non esiste una sola tipologia di Qigong, se ne conoscono almeno 75 forme antiche cui si sommano 50 contemporanee. Spiega Carnevali: «Tutte le tecniche partono da una postura di base che deve favorire il rilassamento, l’equilibrio e la respirazione del corpo». La posizione di base è un «esercizio per accrescere la circolazione e la quantità di Qi e di sangue». E’ una posizione che può essere praticata ovunque: «la colonna vertebrale allungata ed aperta, spalle rilassate, gomiti e ginocchia leggermente piegati, i piedi si appoggiano al terreno con tutta la pianta ad una distanza pari alla larghezza delle spalle, le mani libere sui fianchi e il corpo rilassato». Il Qigong si pratica in piedi, seduti, sdraiati, addirittura camminando. L’istruttore avverte: «Eseguendo il tutto in modo costante, possiamo migliorare la nostra salute. Il Qigong è in grado di aiutarci in molte patologie». Tra i benefici, ci sono la riduzione dello stress, il miglioramento della capacità di gestire la rabbia, della circolazione sanguigna e di quella linfatica. Ma favorisce anche la salute dell’apparato muscolo scheletrico, di quello cardiovascolare e, infine, di quello respiratorio.

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