L'attrice Mascino protagonista nei nuovi episodi de “I delitti del BzarLume”: «La Fusco adorata dalle ragazzine per i suoi toni perentori e sbrigativi»

Giovedì 13 Gennaio 2022 di Lucilla Niccolini
L'attrice anconetana Lucia Mascino nei panni del commissario Fusco in una scena dei nuovi episodi de "I delitti del BarLume"

ANCONA - Il lampo azzurro degli occhi d’acciaio di Vittoria Fusco, alias Lucia Mascino, si riaccende sui nostri schermi. Lunedì 17 si torna a indagare al BarLume, con la nona stagione della fortunata serie di Sky Original. E ritroveremo i vecchietti toscanacci, tra astuzia e cialtroneria, affiancati da Filippo Timi nei panni del barista-investigatore Massimo Viviani. Ma soprattutto lei, l’attrice anconetana, che in questi giorni ha proposto al teatro Feronia di San Severino la sua interpretazione di “Smarrimento”, scritto e diretto da Lucia Calamaro, prodotto da Marche Teatro.

 

 
Mai una pausa, Lucia?
«Sono appena tornata a casa, dalle Marche a Roma, e già riparto: nei prossimi giorni portiamo “Smarrimento” a Napoli».
E l’estate scorsa, di nuovo all’isola d’Elba, a girare queste due nuove puntate dei “Delitti del BarLume”. Quasi una vacanza?
«Macché. Si lavora a ritmi serrati. Però, ritrovarsi è sempre una festa. Ormai siamo un gruppo affiatato. E spero che anche questa volta riusciremo a vedere le puntate insieme, com’è successo per le precedenti, al Cinema Caravaggio di Roma. Lì ritroviamo un pubblico fedele, anche di giovanissimi. Nei panni di Vittoria Fusco, piaccio in particolare alla ragazzine». 
Ha capito perché?
«Credo per quel mio tono perentorio, sbrigativo, autorevole. Per il fatto che mando a quel paese quelli che non mi vanno: forse sognano di poterlo fare anche loro, prima o poi...». 
Com’è stato il ritorno a Marciana, la seconda estate di pandemia?
«Poiché la produzione sceglie periodi con meno afflusso turistico, la permanenza in paese è sempre godibilissima, e sicura. Carlo Degli Esposti da due anni ci precede all’Elba, per monitorare con i tamponi tutta la popolazione, a tappeto. E ha designato una covid manager, che svolge un’accurata azione di controllo su attori e personale tecnico».
Qualche no vax, anche tra voi?
«Non che io sappia: da vaccinata, non ho indagato. Noi attori, almeno da questo punto di vista, siamo tendenzialmente responsabili».
Nelle due precedenti puntate, abbiamo visto il premier Conte parlare agli italiani in tv, e poi scene di consultazioni a distanza su Zoom. Il segno dei tempi anche in queste ultime?
«Nelle due nuove storie siamo tutti in presenza, ma di rigore con la mascherina. Io e i miei colleghi portiamo quella ufficiale della Polizia, ovviamente». 
“Compro oro” e “A bocce ferme”, i titoli delle puntate. Qualche anticipazione?
«Due storie che scaturiscono da uno scherzo. Nella seconda, che prende spunto dalla lettura di un testamento, si va indietro a scavare addirittura nel Sessantotto, con qualche implicazione politica. Ma non mi chieda di più».
Tra tanti amici del cast, a parte Filippo Timi, quasi un fratello per lei, che simpatie? 
«Nei sondaggi risulta tra i preferiti Marcello Marziali, Gino, uno dei vecchietti. A me va molto a genio Atos Davini (Pilade), che tra le altre cose scrive sonetti. E una volta, mentre si parlava a pranzo delle celebrazioni dantesche, si è messo a recitare a memoria un intero canto della Divina Commedia. Poi, l’amicizia con Corrado Guzzanti, e con Michele Di Mauro, il questore Tassoni. Un attore eccezionale, che tra l’altro è stato premiato l’estate scorsa nelle Marche, al festival di San Ginesio».

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