Il rapper Gemitaiz ad Ancona per il Godai Fest: «Felice di essere qui insieme a voi»

Il rapper Gemitaiz ad Ancona per il Godai Fest: «Felice di essere qui»
Il rapper Gemitaiz ad Ancona per il Godai Fest: «Felice di essere qui»
di Andrea Maccarone
3 Minuti di Lettura
Martedì 6 Settembre 2022, 03:45

ANCONA - Gemitaiz si scopre curatore di talenti e porta l’underground romano sul palco della Mole Vanvitelliana di Ancona. Domani (mercoledì 7 settembre) alle 16 debutta il Godai Fest e il rapper sarà uno dei cinque curator individuati da Rodrigo D’Erasmo.

 
Come si è ritrovato coinvolto in questo nuovo format?
«Ho conosciuto Rodrigo qualche tempo fa e appena ci siamo incontrati si è subito instaurata una certa sintonia. Mi raccontava che stesse lavorando al progetto del Godai Fest e pensai subito che fosse davvero bello e interessante. Poi è arrivata la chiamata a prenderne parte, e sono stato davvero felice».
Da rapper a curatore di altri artisti. Come si sente?
«È un’esperienza diversa da ciò che faccio solitamente. Ma è bello ed entusiasmante partecipare ad iniziative del genere».
Come ha scelto la sua squadra di artisti?
«Prima di tutto in base alla stima artistica che ho nei loro confronti, e poi in base all’amicizia che ci lega da tanto tempo. Mi fa piacere poter guidare un team di persone con cui sono cresciuto. Veniamo tutti dalla stessa zona di Roma, e ognuno di loro ha una visione diversa dell’arte».
Che cosa metteranno in scena ad Ancona?
«Molti di loro sono writers, gente con gli attributi come si suol dire. Abituati a dipingere a trenta metri di altezza. E ad Ancona si cimenteranno nel writing, chi su pannelli e chi su oggetti. Ognuno farà ciò che è più nelle proprie corde».
Veniamo a lei: la sera si esibirà sul palco principale come gli altri curator. Di che si tratta?

«Sarà un concerto particolare perchè mi sono trovato a dover riarrangiare i miei brani con una band composta da un sassofonista, un chitarrista, un bassista e un batterista. Un live set di 45 minuti in cui ripercorrerò parte della mia carriera dal 2013 ad oggi».
Il suo ultimo album “Eclissi” è stato definito introspettivo dalla stampa specializzata. Per lei, invece?
«Introspettivo direi che è azzeccato. Anche se io all’inizio, durante le prime interviste, lo definivo triste. Poi il mio staff mi ha fatto notare che quel termine poteva fraintendere quello che realmente volessi dire del disco. Così mi hanno suggerito l’aggettivo profondo».
Perchè l’ha definito triste?
«Perchè per me non è affatto sinonimo di noioso o indicativo di uno stato d’animo negativo. In realtà stavo elogiando il disco. Nel mio modo di essere o di scrivere c’è una percentuale alta di nostalgia. E’ lo stato d’animo in cui mi trovo meglio quando sono intento a scrivere i miei brani».
E quando ha composto le canzoni dell’ultimo disco?
«Spesso accadeva quando mi trovavo a rientrare a casa dopo giorni di concerti. Ero molto stanco, ma invece di mettermi a dormire per dieci ore preferivo mantenere attivo. E così cominciavo a scrivere nuove canzoni».
In una c’è anche la collaborazione con Neffa. Com’è nata?
«Per me Neffa è un grande artista. Avevo questo brano fermo da un po’ di tempo. Non riuscivo a dargli un indirizzo. Così ho cominciato a pensare chi potesse cantarlo. Mi è venuto in mente lui. L’ho contattato su Instagram e ha risposto subito. Da lì siamo partiti».
Al Godai ci sarà anche Venerus, altro artista con cui ha lavorato nell’ultimo album. Farete qualcosa insieme?
«Certo che sì. Ci incroceremo sul palco durante il mio spettacolo serale».

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