Ciao Ezio, ti ricordiamo così, amavi tanto le Marche. L'ultimo concerto a Pesaro

L immancabile saluto del Maestro Ezio Bosso con la bacchetta alzata verso il pubblico al termine dell esibizione
L’immancabile saluto del Maestro Ezio Bosso con la bacchetta alzata verso il pubblico al termine dell’esibizione
di Stefano Fabrizi
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Sabato 16 Maggio 2020, 10:20 - Ultimo aggiornamento: 10:29

ANCONA - «È un vaso incrinato, è un’emozione interrotta, è una bellezza che si scompone, peggio di una tele sfregiata, quasi come squarciare una tela del Caravaggio, con la differenza che in quel caso si può restaurare, mentre un’emozione spezzata è persa per sempre». Il caso dello squillo del telefonino durante il “Flauto Magico” di Mozart al Teatro delle Muse di Ancona fece scalpore, se ne parlò a lungo su tutti i media. Protagonista il Maestro Ezio Bosso che il 2 febbraio di quest’anno stava dirigendo la Form, quando successe il fattaccio. Il Maestro non perse la calma, in apparenza. Allungò solo di qualche secondo la pausa prevista sulla partitura, per poi sfogarsi al termine dell’esecuzione contro il colpevole: «È come se avessi sfregiato una tela del Caravaggio». Sul reo cadde il gelo di tutto il teatro. Bosso - che amava tanto le Marche - era atteso il 7 marzo a Pesaro per i festeggiamenti rossiniani. Il lockdown ha fatto cancellare l’appuntamento. 

Ci mancherà quel sorriso e quella grande lezione di forza e dignità del Maestro che ogni volta che saliva il palco regalava emozioni forti al pubblico. Con le Marche un rapporto privilegiato. Ricordiamo un memorabile concerto nel 2014 allo Sferisterio di Macerata. E ricordiamo pure la cena che ne seguì. In quell’occasione ci presentò una sua pupilla: Sylvia Catasta di Lido di Fermo, flautista, per lunghi anni sua assistente musicale. Un altro punto fermo tra i suoi amici era Francesco De Rosa di Montegranaro (Primo oboe dell’Orchestra di Santa Cecilia e solista nei concerti di febbraio).

Complice della presenza di Bosso nella nostra regione il lavoro svolto con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana iniziato nel 2018. «Applausi a scena aperta, pubblico in piedi e grande emozione: questo è quanto accaduto ad Ancona e a Pesaro dove la Form ha eseguito la Quinta di Beethoven diretta da Ezio Bosso – è il ricordo del presidente dell’ensemble Carlo Pesaresi - questi due concerti rappresentavano uno dei punti cardine della nostra stagione dedicata al compositore tedesco e in fase di costruzione del cartellone avevamo scelto proprio Bosso come direttore per la sua grande capacità professionale e per la forte empatia che aveva con il pubblico. E così è avvenuto: sono stati due concerti, tra l’altro gli ultimi diretti dal Maestro, che rimarranno impressi nella nostra memoria e nella storia della Form». E al ricordo si unisce Fabio Tiberi, direttore artistico della Form: «Abbiamo iniziato la collaborazione con Ezio Bosso nel 2018. Ezio Bosso era un direttore molto esigente sia sotto il profilo tecnico-strumentale che sul piano del coinvolgimento emotivo di ogni singolo professore d’orchestra, ma come lui diceva «lo faccio per la musica». La musica con la M maiuscola, è stata la sua ragione di vita e il messaggio di positività, bellezza e profondità che portava in ogni momento del suo agire: in prova, in concerto e soprattutto nel ruolo di grande divulgatore che ha sempre avuto. Parlando della possibilità di fare delle prove aperte mi disse: «sempre aperte, dalla prima all’ultima, apertissime, nel mio teatro e con la mia orchestra faccio sempre così, è bello che il pubblico possa partecipare al processo di preparazione e costruzione del Concerto. E poi (sottovoce): così se c’è il pubblico, l’orchestra è più attenta, ed io mi arrabbio meno (grande sorriso)». E dopo il concerto di Pesaro a cena in pizzeria con Francesco, Annamaria (compagna ed assistente) con il sottofondo della prima puntata del Festival di Sanremo (dove c’era a dirigere l’orchestra Sylvia Catasta), e il pensiero ai nuovi progetti di un artista profondamente sensibile, innamorato della vita e della musica».

«Tristissimo e inatteso l’addio a Ezio Bosso. Lo abbiamo amato e apprezzato tante volte a Pesaro, l’ultima il 4 febbraio con l’Ente Concerti e anche il giorno di Natale e in tante avventure con il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro. Era dispiaciutissimo per il rinvio, causa emergenza Covid, del bellissimo progetto di formazione che avevamo impostato per il compleanno di Rossini e che avrebbe accompagnato gli studenti del Conservatorio in un viaggio straordinario tra Beethoven e Rossini, che tanto il maestro Bosso amava e tanto bene sapeva raccontare». Con queste parole il vicesindaco e assessore alla cultura del comune di Pesaro, Daniele Vimini, ricorda la grande collaborazione del maestro Ezio Bosso con la città. 

Con il Coro Filarmonico Rossini aveva registrato (il 4 maggio dell’anno scorso) il suggestivo “Stabat Mater” di Rossini a Todi, nella Basilica dove è sepolto Jacopone. Soddisfatto della collaborazione con il Coro di Pesaro, Bosso li aveva poi chiamati a Natale scorso, a Viterbo, durante la realizzazione della trasmissione “Che storia la musica”.

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