Capolavori d'arte delle Marche salvati dal sisma e restaurati da Italia Nostra

Domenica 21 Marzo 2021 di Lucilla Niccolini
Il San Girolamo recuperato a Camerino

ANCONA - S'intravvede una luce in fondo al tunnel. Anche per i beni culturali delle Marche danneggiati dall'ultimo sisma. Il restauro di quattro opere d'arte, portato a termine grazie al contributo di Italia Nostra, è stato presentato ieri nel corso di un webinar, coordinato da Cesare Crova.

 

Nel corso dell'incontro online, il presidente della sezione di Italia Nostra di Macerata, Antonio Pagnanelli, ha cominciato raccontando le vicende legate al recupero di due tele appartenenti alla cappella rurale di Santa Maria delle Grazie di Camerino – una Madonna con Bambino e santi del '500, e un San Girolamo seicentesco – e di un Crocifisso in legno policromo, venerato dalla popolazione di Cessapalombo, recuperato dalla chiesetta di S. Benedetto, seriamente lesionata. Ha esordito Pagnanelli: «Sono 14 mila, le opere d'arte che il crollo di chiese e cappelle aveva messo a rischio nel territorio del cratere. Una volta in sicurezza, negli otto depositi della regione, si sta lentamente procedendo al restauro. Si è deciso di dare la precedenza, contando sul Lascito Monti in dotazione di Italia Nostra, alle due tele di Santa Maria delle Grazie, per esporle di nuovo nella chiesetta rurale fuori Camerino, che sarà riaperta a giorni». A seguire, il forte valore identitario, che il Crocifisso, databile tra Cinquecento e Seicento, rappresenta per la comunità di Cessapalombo, è stato sottolineato nel raccontare il suo ritrovamento.

«Sono stati i Carabinieri del Nucleo Beni Culturali, al comando del tenente colonnello Carmelo Grasso – ha proseguito Antonio Pagnanelli - a individuare tra le macerie il prezioso oggetto, e a metterlo in salvo, sfidando i sospetti dei paesani. Erano in borghese, li credevano “sciacalli”».

Un bel video di Italia Nostra, pubblicato su YouTube, documenta il recupero di un quarto oggetto, un tabernacolo, che fu realizzato da Giorgio Vasari, appartenente alla cappella del Sacramento del Duomo di Ascoli. La storia dell'opera d'arte e del suo restauro sono illustrati nel filmato dagli interventi del presidente di Italia Nostra di Ascoli, Gaetano Rinaldi, della consigliera M. Gioia Sforza e del vescovo Domenico Pompili. «Gocce nel mare – ha chiosato alla fine del suo intervento Antonio Pagnanelli – ma che sono il frutto della sinergia operativa messa in atto da Italia Nostra, su impulso del presidente regionale delle Marche Maurizio Sebastiani, a sostegno dell'immenso lavoro che deve sostenere la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Una struttura, che si trova a operare, a causa della carenza di personale, in condizioni difficilissime».

In conclusione, Pagnanelli ha lanciato un vibrato allarme per il ritardo nel recupero dei borghi terremotati, confortato dall'intervento, subito dopo, della direttrice per la sicurezza del Patrimonio del Mibac, Marica Mercalli: «Il commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini si sta adoperando con molta energia, e con efficaci strumenti legislativi, per la velocizzazione delle procedure».

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