“Punto di Rugiada”, una canzone di Millefiori per la strage di Corinaldo

Martedì 8 Dicembre 2020
L'anconetano Andrea Marchesiello, in arte Millefiori

ANCONA - Doveva essere un giorno di festa, invece sarà ricordato come il giorno della strage di Corinaldo: sei persone morte nella calca per uscire dalla discoteca Lanterna Azzurra. Era l’8 dicembre. Oltre al percorso della giustizia, diverse le commemorazioni in questi due anni. Per questo è prevista oggi l’uscita sui social del docu-film “Parlare nel silenzio, un manifesto che vedrà i giovani del Cogeu, comitato genitori unitario, testimonial del divertimento sicuro. Il docu-film, diretto da Tommaso Luzi, mette infatti in evidenza il lavoro svolto finora dai minori che hanno vissuto in prima persona la tragedia.

 

 
Tra gli eventi da segnalare l’uscita, sempre sui social, del lavoro di Andrea Marchesiello, in arte Millefiori. “Punto di Rugiada” è una canzone struggente dettata dal racconto di Leonardo. «So bene che “Punto di Rugiada” – ci dice Millefiori - non è un titolo facile da capire immediatamente, le parole non stanno nel testo, ma erano le sole che potessero restituire tutto il senso della canzone, in maniera completa. Il “punto di rugiada” ha a che fare con la saturazione, con la pressione, insomma una condizione così singolare ma anche normalmente prevedibile in cui il vapore si condensa e si separa in forma d’acqua. Ho sempre pensato che la rugiada sia la lacrima di un fiore. Nella notte di 2 anni fa a Corinaldo, una piccola città delle Marche, sono morti 5 ragazzi e una mamma aspettando un concerto di Sfera Ebbasta. L’ho scritta pensando a chi non c‘è più, ma soprattutto a chi c’è ancora e porta il peso di quella notte, le ferite dell’anima, quasi un senso di colpa per non aver potuto fare di più per salvare vite o essere rimasto vivo. Ma è anche una canzone che racconta qualsiasi momento della vita in cui un ragazzo o una ragazza possono trovarsi di fronte alla morte prematura di un amico, di un familiare, al trauma di una perdita e all’elaborazione di un lutto, senza per questo dimenticare, ma anzi trovare le forze per uscirne. A distanza di due anni ho sentito forte l’esigenza e ancora l’urgenza della memoria di un dramma che ha segnato nel profondo tutti noi e un territorio».
“Tirami fuori da qui/Tirami fuori e dammi la mano/ Tirami fuori da qui/ Tirami fuori e stringimi piano”, è una delle frasi del brano che tocca il cuore e che è stato dettato dal racconto di Leonardo, che ha colpito il giovane Andrea portandolo a scrivere di getto il testo e per poi costruirci un sound moderno decisamente orecchiabile ben equilibrato tra rock e melodia. Per questo brano Andrea Marchesiello si è avvalso anche del lavoro di Andrea Baracaglia per le parti di chitarra e del produttore Federico Ascari della Wavemotion Recordings.

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