Il brand sostenibile dell'imprenditrice e influencer anconetana Gaia Segattini, le sue intuizioni apprezzate anche all'estero

Giovedì 18 Novembre 2021 di Andrea Maccarone
L'anconetana Gaia Segattini

ANCONA - Hanno parlato di lei su Vogue Uk. Ha appena presenziato all’evento di Tokyo sull’artigianato digitale. E adesso vola a Parigi per prendere parte al festival organizzato dalla Sorbonne sull’industria sostenibile. L’imprenditrice e influencer anconetana Gaia Segattini è sulla cresta dell’onda, e la surfata è ancora lunga. Perché con il suo brand Gaia Segattini Knotwear si sta mettendo in luce non più solo sul panorama nazionale, ma delle sue intuizioni e innovazioni si stanno accorgendo anche all’estero. 

 


Il festival 
Domani Gaia sarà tra le protagoniste del Festival di ecologia e sostenibilità organizzato alla Sorbonne di Parigi dall’associazione “Italie Nouvelle”. E in quel contesto si terrà una sfilata all’Istituto Culturale Italiano a cui sono invitati brand italiani e francesi ispirati alla sostenibilità. L’evento di Parigi, tra l’altro, si terrà a pochi giorni di distanza dal quello svoltosi a Tokyo a inizio novembre e che ha visto protagonista Gaia Segattini Knotwear insieme ad altre quattro imprenditrici artigiane e designer nel progetto “Forza Ragazze”. L’iniziativa mirava a raccontare un made in Italy diverso da quello stereotipato e i cui protagonisti sono spesso aziende strutturate e storiche a cui il mercato internazionale fa spesso riferimento. Il progetto di Tokyo ha messo al centro l’artigianato e le potenzialità inespresse del settore, in particolare nel digitale. «Tokyo è stata una grande emozione per l’entusiasmo e la partecipazione che abbiamo riscontrato – commenta Gaia Segattini -. A Parigi ci aspettiamo qualcosa di simile e sono onorata dell’invito delle studentesse della Sorbonne in un contesto che esprime pienamente i nostri valori a pochi giorni dalla pubblicazione del nostro codice etico su cui abbiamo lavorato molto». 


La filosofia 
Gaia Segattini ha introdotto un modo tutto nuovo di produrre capi badando attentamente alla sostenibilità e ad un utilizzo razionale delle materie prime. Un’azienda, la sua, che non parte dal classico bozzetto per realizzare gli indumenti, ma sulla base di quello che si ha a disposizione viene fatto un importante sforzo creativo che sta dando grandi risultati. Quella dell’imprenditrice è anche una bellissima storia di valorizzazione della produzione locale con un team giovane che lavora nelle Marche. Un territorio celebrato anche in etichetta: su ogni capo infatti, c’è scritto «made in Le Marche with pride». Ed è proprio questo approccio che parte dalle origini con un’attenzione quasi maniacale alla storia, per poi puntare dritto all’innovazione dei sistemi produttivi, che ha conquistato i mercati esteri. Perché fuori dai confini italiani l’expertise e il know how del nostro Paese vengono percepiti come un vero e proprio valore. Ed è questo che una generazione nuova di imprenditori intuitivi e dinamici sono riusciti a far cogliere anche nei mercati più impenetrabili.

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