“I carolingi” ad Amandola, al centro dell'esposizione un prezioso Cristo ligneo e una riproduzione ultra tecnologica di una cripta ipogea

Domenica 7 Novembre 2021 di Chiara Morini
Il prezioso Cristo ligneo esposto ad Amandola

AMANDOLA - Un prezioso Cristo ligneo e molta multimedialità alla base della mostra “I carolingi” che ieri mattina ha aperto i battenti nell’ex collegiata di Amandola e che sarà visitabile fino al prossimo 31 agosto.
L’allestimento
«Dopo mesi di studi e approfondimenti – afferma il sindaco di Amandola Adolfo Marinangeli – abbiamo finalmente realizzato una mostra che testimonia la presenza della dinastia carolingia nelle nostre terre». Il progetto è partito anni fa, le Università di Napoli e di Camerino avevano iniziato a fare studi approfonditi nella chiesa di San Ruffino, poi c’è stato il sisma del 2016, ma il progetto di ricerca è andato comunque avanti e ha suscitato l’interesse della Regione Marche. Quest’ultima insieme all’ateneo camerte sono stati partner del Comune di Amandola per realizzare questo allestimento. Il restauro delle tele è opera dell’Università di Urbino. Il luogo dell’esposizione è la sala dell’ex collegiata che contiene le opere d’arte salvate dal sisma.
La visita 
Due i punti cardini di questa mostra: il Cristo ligneo e una riproduzione ultra tecnologica della cripta ipogea dell’abbazia dei Santi Ruffino e Vitale, non accessibile al pubblico, se non per ragioni di studio e previa prenotazione e autorizzazione ministeriale. «Nella mostra – spiega Marinangeli – è stata aggiunta la proiezione dei video con la relazione degli studi effettuati dall’Unicam e i relativi risultati delle ricerche». Il tutto attraverso l’utilizzo di totem informativi e guide telematiche per far fare al visitatore un viaggio immersivo nella stessa arte carolingia. Compresa la rete che permetterà l’accesso alle informazioni, entro uno spazio limitato, direttamente mediante smartphone: Carolingi, ovviamente, ma anche Amandola e territorio. Il tutto per toccare virtualmente con mano gli studi compiuti dall’Unicam e grazie alla collaborazione della Fondazione Smart City.
Gli studi 
Il Cristo ligneo e l’ipogeo, in base agli studi, sarebbero proprio le due tracce dell’arte carolingia nel territorio comunale amandolese e, sempre considerando le ipotesi, testimonierebbero addirittura il passaggio dello stesso Carlo Magno nelle terre montane del Fermano. Cristo ligneo a parte, che qualcuno vorrebbe essere una raffigurazione dello stesso re, le altre tracce sono i numerosi affreschi presenti nella cripta. Sono stati fatti rilievi, sono stati eseguite analisi termiche, esami approfonditi sugli stessi affreschi e ancora scansioni laser per cercare di datare correttamente tutte le opere analizzate. Non solo è stato analizzato anche il sottosuolo e sono stati fatti esami differenti pure sull’imponente opera lignea, per cercare di datarla. A sostenere il tutto la Regione, con un importante contributo, e come detto l’Unicam. Con il convegno di presentazione, effettuato nel Museo delle opere salvate dal sisma, da ieri mattina, la mostra è visitabile. Biglietti a 3 euro. Per il momento le visite solo nei giorni festivi, in estate si potrà accedere tutti i giorni.

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