La promessa del "Duca" Aufreiter:
«Urbino potrà svoltare con Raffaello»

La promessa del "Duca" Aufreiter: «Urbino potrà svoltare con Raffaello»
di Eugenio Gulini
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Venerdì 26 Gennaio 2018, 13:19

Silenzio, parla Peter Aufreiter, direttore della Galleria delle Marche e, indubbiamente, il “Duca” del XXI secolo del Palazzo Ducale. A metà mandato conferitogli dal ministro Dario Franceschini, ha parlato del 2017 e del triennio 2018–2020 che vedrà Urbino in cima al mondo con l’organizzazione degli eventi riservati al suo figlio “divino”, Raffaello Sanzio.

C’è grande attesa per il Cinquecentenario
«Si avvicina il 2020, anno di particolare significato per la città ducale, per le Marche: tra due anni, infatti, si celebrerà il “Cinquecentenario” della morte di Raffaello. Per questa occasione la Galleria nazionale, massimo centro culturale di questa regione, ha in programma un biennio ricco di iniziative e progetti di elevato profilo formativo, con la speranza che tutto questo conservi l’atmosfera e lo spirito del “divin” pittore per almeno un quinquennio e che Urbino diventi il centro del mondo artistico rinascimentale, più importante di Firenze e Roma».

Quando si inaugureranno le celebrazioni dell’anno di Raffaello a Urbino?
«Ad ottobre 2019 con una grande mostra dal titolo “Raffaello e i suoi amici di Urbino” ma già nel autunno 2018 ci sarà uno spaccato che anticiperà l’alone e la luminosità del più grande figlio della città. L’esposizione “Giovanni Santi e la corte di Urbino” traccerà l’attività pittorica del padre di Raffaello, legata alla committenza ducale e della città. Nell’ambito della mostra verrà ricostruito il famoso “tempietto delle Muse” che la critica assegna al Santi e che era parte integrante al Palazzo Ducale di Federico da Montefeltro, un unicum insieme alla “Cappella del Perdono” e allo “Studiolo”. Curatori dell’evento saranno gli studiosi Alessandro Marchi e Rosaria Valazzi».

E per il biennio 2019-2020?
«Detto di ottobre 2019, gli appuntamenti saranno di spessore. Da “Federico da Montefeltro. Cavaliere e Condottiero” a “Paolo Uccello”, da “Francesco di Giorgio Martini”, anche lui si merita una mostra, alla Scuola del Libro di Urbino, nelle ex sedi dell’Istituto, all’ultimo piano del Palazzo, si saliva da un torricino, a 155 anni dalla sua nascita (1864). Sarà una chicca per la città».

E il palazzo cambierà fattezza?
«La reinstallazione delle opere nel percorso della Galleria, siamo in fase d’asta, sarà progettata in maniera tematica per far risaltare l’architettura del palazzo e scoprire la storia della famiglia Montefeltro, il territorio circostante e le fortune custodite all’interno della Galleria nazionale delle Marche oggi. È, in poche parole, il nostro format della nuova campagna di comunicazione 2018: “Un tesoro nel tesoro”».

E su Vittorio Sgarbi? Non c’è giorno che non lanci strali sull’“austriaco”.
«Lui fa il critico d’arte, e deve criticare, io faccio i fatti». Applausi, ha parlato Aufreiter.

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