Da Ascoli a Conca dei Marini: viaggio
intenso tra i segreti ed il blu del mare

Da Ascoli a Conca dei Marini: viaggio intenso tra i segreti ed il blu del mare
di Saverio Spadavecchia
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Venerdì 9 Giugno 2017, 13:49
Dal cuore delle Marche ai segreti di Ulisse e le bellezze della costiera amalfitana. Un viaggio intenso tra i colori di uno stivale che diventano azzurri e smeraldo come il mar Tirreno.



1- Dal capoluogo piceno
Obbligatorio partire da Piazza Arringo, piazza più antica e dominata dalla cattedrale di Sant’Emidio. Sempre lì nei pressi il palazzo dell’Arengo, che custodisce la collezione della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno fra i musei più belli d’Italia. Si arriva poi – poco distante – in Piazza del Popolo , vero salotto buono delle Marche e dell’Italia. Sulla piazza si affacciano il Palazzo dei Capitani del Popolo (sec. XIII) con il bel portale rinascimentale, tutt’intorno il lungo prospetto dei palazzetti cinquecenteschi merlati, la Chiesa di San Francesco, con gli snelli campanili esagonali, e l’elegante Loggia dei Mercanti. Ed 114 km in direzione Foligno.

2- La città dei Canapè
Una volta arrivati a Foligno si inizi ad esplorare questa magnifica città dal Parco dei Canapè, vero luogo di svago e relax. Dopo un attimo di “relax” proseguire verso il centro storico è quasi un obbligo attraversando però prima piazza San Domenico con la sua splendida Chiesa di Santa Maria Infraportas. Il Duomo, dedicato a San Feliciano, patrono della città, è in stile neoclassico- barocco. Da non perdere al suo interno il Museo Capitolare Diocesano e la Cripta di San Feliciano. Sempre in stile neoclassico il palazzo Comunale del XIII sec. ed affiancato dalla torre merlata del ‘400. Accanto al Duomo si affaccia Palazzo Trinci, sede della Pinacoteca. Da non sottovalutare il Centro Italiano di Arte Contemporanea, sorto nel centro storico sulle rovine di un edificio che fu Centrale del latte e poi Ufficio Postale, il Ciac rappresenta un punto di sicuro interessa per sviluppare e conoscere una visione diversa –moderna, appunto- dell’arte. Terza tappa a 107 km: Civita Castellana.



3 - Il gioiello Civita Castellana
Civita Castellana va visitata per la bellezza della natura e quella del suo borgo. Da vedere il Duomo di Santa Maria e il Forte di Sangallo diventano la giusta cornice e il degno palcoscenico delle giornate medievali. Il Forte Sangallo, che è ora visibile prevalentemente nella sua grande torre ottagonale centrale, fu progettato con uno scopo sia difensivo che residenziale, fungendo anche come residenza papale, ruolo che mantenne fino all’Ottocento, salvo poi venire trasformato in un carcere. Da qualche anno ospita il Museo archeologico della città. Il simbolo di Civita Castellana è senza dubbio la ceramica: non solo quella industriale che rappresenta gran parte dell’indotto economico nazionale, ma anche quella artistica che è possibile reperire nelle botteghe tradizionali. Prossima meta Sperlonga. 200 km.

4- Sperlonga e...
mare

Sperlonga è un tipico borgo marinaro a metà strada tra Napoli e Roma, una cittadina che viene ricordato per il suo fantastico mare e per il borgo antico di rara bellezza. Spettacolare il camminamento che conduce alla Torre Truglia, tra gli edifici più monumentali e facilmente riconoscibili della spiaggia di Sperlonga, e del litorale del Circeo. Venne costruita nel 1532, sfruttando le fondamenta di un antico edificio romano, ma già nel 1534 fu devastata dagli invasori guidati da Kaireddin Barbarossa. Ricostruita per tre volte ha ospitato fino a 4 decenni fa le operazioni della Guardia di Finanza.
Da visitare assolutamente l’antro di Tiberio, grotta ricavata in una villa che con molta probabilità apparteneva all’imperatore. La residenza si sviluppava per oltre 300 metri di lunghezza lungo la spiaggia di levante e comprendeva un impianto termale e una piscina circolare collegata a vasche destinate all’itticoltura. Internamente era decorato con marmi e mosaici in tessere di vetro e arredato con i gruppi marmorei delle imprese di Ulisse, oggi conservati al Museo archeologico. Ultima fatica: 167 fino a Conca dei Marini.

5 -Conca dei Marini
Di Conca dei Marini da esplorare la grotta dello smeraldo, cavità carsica che è stata quasi invasa dall’acqua del mare e che solo in parte è aperta al pubblico per motivi di sicurezza. Vi si accede tramite un ascensore che porta all’entrata principale, poi una serie di passerelle permette ai turisti di muoversi al suo interno. Curiosità: nel 1956 sul fondale vi fu allestito un piccolo presepe formato da statuette di terracotta. Da visitare anche Marina di Conca, piccola baia circondata da numerose casettine bianche. Viene anche ricordata perché è il porto in cui attraccano tuttora le imbarcazioni dei pescatori locali. Da vedere anche la piccola dedicata alla Madonna della Neve.
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