Modena, nel cuore della vera Emilia
alla scoperta dei ricordi di Pavarotti

Venerdì 15 Settembre 2017 di Saverio Spadavecchia

Arrivare a Modena e non parlare di Luciano Pavarotti (e per estensione anche della Ferrari) è peccato mortale, come non nominare tra i modenesi più influenti il grande “Drake”, Enzo Ferrari. Il dolore però per la morte del tenore è ancora vivo, complice anche l’anniversario caduto pochi giorni (6 settembre 2007, sono passati quindi 10 anni).

La casa del tenore
La residenza del Maestro Pavarotti è stata terminata nel 2005; è collocata nell’area che egli aveva acquistato, a metà anni ottanta. In quella stessa area Pavarotti ha coltivato la sua grande passione per i cavalli, costruendo scuderie ed aprendo una scuola di equitazione. Dal 1991, per ben 11 anni, il Maestro ha ospitato nella sua tenuta una prestigiosa competizione di salto ad ostacoli (Csio), cui hanno partecipato i più famosi show-jumper del circuito equestre internazionale. La Casa è stata progettata seguendo scrupolosamente i dettami e le indicazioni che il Maestro stesso ha fornito agli architetti e tecnici che ne hanno seguito la costruzione. Molti dettagli sono stati realizzati a mano da artigiani (fabbri, falegnami, intagliatori, decoratori provenienti da tutto il Paese) che hanno creato prodotti unici seguendo i disegni del tenore. Ancora oggi la casa del Maestro riflette in ogni dettaglio la personalità di colui che l’ha pensata. Custodisce gli oggetti personali che amava e racchiude i ricordi delle sue giornate spese in compagnia della famiglia, degli amici e dei giovani studenti. La visita a questa casa consentirà di scoprire Pavarotti alla luce più intima e calda delle sue stanze, di avvicinarsi garbatamente alla sua memoria.

Tra abiti e riconoscimenti
Si potranno soprattutto ammirare gli abiti di scena a lui tanto cari, le foto e i video che hanno scandito la sua grande parabola artistica, gli innumerevoli premi e i riconoscimenti di una carriera di oltre quarant’anni nei teatri d’opera di tutto il mondo.

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