La Rocca dei Da Varano ritorna
protagonista alla Biennale di Venezia

Mercoledì 28 Febbraio 2018 di Lucilla Niccolini
Quel dito spezzato che indica il cielo, al colmo di una rupe, può diventare il simbolo della ricostruzione. La Rocca dei Da Varano, in località Sfercia di Camerino, che spunta improvvisa davanti agli occhi del viaggiatore lungo la strada del Chienti, è stata per secoli un rudere isolato. Restaurata, benché poche siano le strutture che è stato possibile conservare integralmente, ha un nobile aspetto di guardia secolare, fiera di una sembianza di inespugnabilità. Si dice che la sua resistenza si debba all’uso, umile, di casa colonica, che ne fu fatto più di recente. Era stata residenza saltuaria dei signori da Varano, poi dimora stabile e sicuro rifugio per i contadini.



Simbolo del tempo
Simbolo del mutare dei tempi e delle funzioni, ma anche della tenace resistenza ai cataclismi, ha conquistato nuovi visitatori delle sue strutture, rese opportunamente accessibili con scale e ponteggi, fino ai terrazzamenti panoramici, che introducono il visitatore nelle sale interne, che ospitano un Centro Espositivo dell’Artigianato Artistico. All’esterno, quando la primavera torna a colorare di verde i prati della valle, imbiancandone i contorni con i fiori del biancospino, è luogo per merende all’aperto e sguardi ammirati tutt’intorno all’orizzonte: non più per sorvegliare l’arrivo di nemici armati, ma per respirare la bellezza di queste contrade tra mare e Monti Azzurri.
Altri, in cerca di ricordi del passato, torneranno in questa Rocca simbolo, a recuperare i manufatti degli antenati, a inventarsi nuovi usi e frequentazioni, senza che il nuovo, purché integrato sul vecchio con acume, debba svilire la tradizione costruttiva antica. Di questa Rocca si può davvero fare un simbolo della ricostruzione possibile nel cratere del sisma, e sarà presto protagonista a Venezia della sedicesima Biennale dell’Architettura.



Arcipelago Italia
Dal 26 maggio al 25 novembre, il padiglione Arcipelago Italia avrà per titolo “Progetti per il futuro dei territori interni del Paese”. Delle cinque aree individuate per illustrare il “viaggio verso il futuro” - ricerca applicata per trasformare l’analisi di luoghi marginali o sinistrati in proposte concrete - compare l’area di Camerino. Con la Barbagia, la Valle del Belice, Matera e la Valle del Basento, l’Appennino Tosco-Emiliano e il Parco delle Foreste Casentinesi, la nostra zona, colpita dal terremoto del 2016, sarà oggetto di una riflessione che comprenderà periferie, aree disastrate dal terremoto, aree dismesse, scali ferroviari, attraverso progetti sperimentali di urbanisti e architetti, in collaborazione con economisti, storici dell’arte e sociologi.



La speranza di tornare
Oggi sembra impossibile che si possa restituire alle comunità del cratere la speranza di tornare ad abitare, a usare antichi complessi accademici e religiosi, a frequentare chiese e accademie, ad aprire esercizi commerciali. È questo il momento di mettere a sistema le competenze più alte per progettare non solo la ricostruzione, ma l’integrazione armoniosa di antiche architetture con proposte attuali e sostenibili, per restituire quest’area a una popolazione industriosa, che non se ne vuole andare, e portarcene di nuova. Osserveremo le proposte concrete, che intendono dimostrare, come proclama Mario Cucinella, curatore del Padiglione Italia della Biennale veneziana, come si possa «affrontare il rapporto, ovviamente mai completamente risolto, tra la storia, il contemporaneo e il paesaggio. Soltanto così il lavoro degli architetti può tornare a un ruolo di responsabilità sociale».
 


Si scorge da lontano sulla superstrada SS 77
La Rocca dei da Varano alla Sfercia, sotto Camerino si scorge da lontano lungo la superstrada SS 77. L’uscita per raggiungerla è quella dopo Caccamo, in direzione Camerino. Da Ascoli Piceno, si può percorrere la Statale 4 “Salaria” fino a Mozzano, e prendere a destra in direzione Comunanza (SP 237). Proseguire per Amandola e quindi Sarnano sulla SP 78. Da qui procedere per Macerata e Caldarola sulla Provinciale 502. Oltrepassare la cittadina di Caldarola e imboccare la superstrada SS 77. © RIPRODUZIONE RISERVATA