Matera, accogliente e sorprendente
quel presepe dolente scavato nel tufo

Matera, accogliente
e sorprendente quel presepe
dolente scavato nel tufo
di Silvia Sinibaldi
Un presepe dolente scavato nel tufo, nere caverne che sanno di preistoria e case grotta dove uno straordinario genius loci ha portato l’acqua. Con i bagliori del tramonto si dipana dai belvedere una Betlemme fiabesca di luci che si scaldano lentamente. La Murgia selvaggia appena lambita dalla presenza dell’uomo. Poi la città di una tempra dolce, dallo spirito raffinato, accogliente e piena di sorprese. Raccontare Matera nei lunghi mesi preparatori all’evento per eccellenza è un’impresa caleidoscopica, un rimando di emozioni e rivelazioni difficile da sintetizzare.
 
L’evento
Nel 2019 Matera sarà la Capitale europea della Cultura. Sessantamila abitanti che sanno interpretare la sfida del millennio: mettere in relazione la tradizione e l’innovazione. Ogni elemento dell’accoglienza, dell’attività artigianale e delle sue micro imprese, ogni proposta relativa al food, al beverage, alla cultura, alle start up risponde a questa prerogativa. Eppure visitando Matera, fermandosi a parlare con i suoi abitanti e ascoltando le storie che si tramandano, il rapporto tra passato e futuro è un divenire continuo inciso nel Dna di una delle più antiche testimonianze di bioarchitettura nella storia dell’uomo.


 
L’eredità
Quel muro del pianto nato a ridosso della Gravina, abitato fin dal paleolitico nasconde una città sotterranea tra le più antiche del mondo, è insieme l’emblema del passato e la spina dorsale del futuro. Nei materani è forte la consapevolezza di aver ereditato da millenarie sofferenze, da stenti e povertà, soprusi e morti di fatica, un tesoro che rappresenta il futuro dei figli e di chi verrà. Questo si esprime nel senso di gratitudine e riverenza che ogni giorno l’anima rupestre della tenera roccia di calcarenite fa rifiorire nella coscienza di chi osserva.
 
Le contraddizioni
Matera vive un turismo dai numeri enormi, con un ricambio stordente di visitatori per una sorta di vox populi secondo la quale con il Sasso Barisano, il gemello Caveoso e la centralità della Civitas si conclude la visita. Invece Matera è il più grande comune per superficie della Basilicata e il diciannovesimo in Italia e offre un labirinto di suggestioni, un reticolo friabile di abitazioni, cunicoli e viuzze che si sovrappongono, s’intrecciano, entrano l’una nelle viscere dell’altra che meritano il tempo necessario a diventare famigliari all’occhio del visitatore. Gli itinerari per conoscere il territorio presentano una infinità di variazioni, come uno spettacolo componibile, un puzzle che puoi risolvere in mille soluzioni. Si può, per esempio, comporre una caccia al tesoro seguendo il filo dei nomi.
 
L’itinerario enigmistico
Cercate il mercato e raggiungete piazza Vittorio Veneto: avrete tutto a portata di mano. Mettetevi sulle tracce della Goccia di Azuma e commuovetevi davanti a Carlo Levi e alla sua Lucania 61. Troverete un belvedere che vi spezzerà il respiro. Calpestate i ciottoli che vi porteranno alla Madonna delle Virtù, affresco unico al mondo dove Maria non guarda il figlio in croce ma gli volta le spalle incapace di assistere a tanto strazio. Non perdetevi il palombaro e nemmeno i profumati calici di vellutati vini rossi.
 
La nostalgia
E c’è anche un vecchio cane che è rimasto a vivere ai Sassi. Un bastardo di 17 anni dal pelo che fu bianco e fulvo. Dorme in un posto segreto tra gli anfratti di quell’ecosistema vertiginoso e resta lì per l’intera giornata annusando le fughe tra le pietre. Al calar della sera scende in città, rispetta rigorosamente un consolidato giro tra i ristoranti procurandosi la cena. Si è guadagnato il rispetto di tutti e persino i gatti gli fanno strada quando appare nei pressi della Cattedrale. È una sfinge moderna che sparisce nel buio. Come in una favola.
 


Lo chef che ha stregato l’ombroso Mel Gibson
Se cercate la quintessenza della cucina di qualità e dell’accoglienza non saltate la tappa all’Antica Trattoria Lucana. Ai fornelli uno chef tra più noti d’Italia, Gigi Sanrocco . È lo chef da Guinness che, bendato, ha tagliato un metro e mezzo di zucchina in fette perfettamente uguali, lo chef che ha stregato l’ombroso Mel Gibson che nel 2004 elesse il ristorante di Sanrocco a buen ritiro durante le lunghe riprese di The Passion girato tra i sassi e le grotte di Matera. All’ingresso vi accoglie Pino, all’interno vi coccola Antonio.
Info www.trattorialucana.it
 
Secoli di storia e di storie nel museo medievale
Se volete sentire, capire, conoscere Matera attraverso un solo colpo d’occhio salite le scale del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna ospitato a palazzo Lanfranchi. Cercate la sezione di Arte Contemporanea dove è esposto il grande telero Lucania ’61 dipinto da Carlo Levi per celebrare il Centenario dell’Unità d’Italia. Una rappresentazione folgorante dell’unicità universale di Matera dove l’autore racconta con il suo pennello secoli di storia e i volti che l’hanno animata. Icone del dolore e della riscossa.
Info www.materatour.it
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Mercoledì 4 Ottobre 2017, 16:52 - Ultimo aggiornamento: 04-10-2017 16:52

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