Pneumologia pediatrica: in un solo
anno i casi sono cresciuti del 60%

Pneumologia pediatrica:
in un solo anno i casi
sono cresciuti del 60%
di Federica Buroni
Il bambino e le malattie respiratorie: un fenomeno sempre più diffuso. Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento di queste patologie. Lo confermano i dati del servizio Malattie respiratorie infantili del Salesi di Ancona: nei primi mesi del 2017, è stato registrato un incremento, rispetto allo stesso periodo del 2016, di oltre il 60% delle visite specialistiche sia intra sia extra regione, principalmente da ricondurre al potenziamento del servizio di pneumologia pediatrica del Salesi.
 
Le patologie
La fascia di età più colpita, con un 62% di accessi, è quella tra i bambini oltre i 6 anni e adolescenti, un 38% circa, invece, riguarda i bambini 0 a 6 anni. L’asma è la patologia più diffusa. Osserva Salvatore Cazzato, direttore del reparto di Pediatra del Salesi: « È importante essere a conoscenza di questi dati per rafforzare il rapporto diagnostico- terapeutico tra pediatria del territorio e struttura specialistica di riferimento per individuare misure contro il rischio di malattie respiratorie tra i bimbi». Secondo Cazzato, «la patologia respiratoria è la principale causa di consultazione del pediatra. L’asma è la più frequente, un bimbo su 10 ne è affetto. Oltre all’asma, altre malattie rilevanti sono la bronchiolite, la bronchite acuta e le infezioni respiratorie».
 
L’infezione
La bronchiolite è un’infezione respiratoria acuta che provoca un restringimento delle vie aeree più piccole che colpisce soprattutto il bimbo nei primi sei mesi di vita. «Questa condizione – spiega Cazzato - può rendere difficile la respirazione con possibile necessità di ospedalizzazione per il supporto all’alimentazione e alla somministrazione di ossigeno». L’agente infettivo maggiormente coinvolto è il virus respiratorio sinciziale ma anche altri virus possono esserne l’origine. Anche la polmonite è assai diffusa ed è una patologia che interessa circa l’8% dei ricoveri ospedalieri pediatrici: i virus, specie nei primi due anni di vita, sono la causa principale. Nei paesi occidentali, le infezioni delle alte e basse vie respiratorie coinvolgono un bimbo su 4 entro il primo anno di vita e oltre il 15% di quelli di età compresa tra 1 e 4 anni. Meno frequenti, ma rilevanti, sono le malattie dell’apparato respiratorio legate a difetti genetici e cioè, chiarisce Cazzato, «malattie come la discinesia ciliare primitiva e la fibrosi cistica». Meno frequente, sempre secondo l’analisi condotta dal medico, «è la broncodisplasia polmonare che consegue alla maggior sopravvivenza dei neonati gravi prematuri».
 
Le cause
Sono molteplici i motivi che possono portare all’insorgere di queste patologie: tra le altre non sono irrilevanti quelle legate a fenomeni ambientali e legati a stili di vita sbagliati, come, ad esempio quello del fumo di sigaretta. Dice Cazzato: «L’incremento di queste patologie può essere legato ai fenomeni di urbanizzazione, con relativa riduzione della vita all’aria aperta e la tendenza a trascorrere molto tempo in ambienti chiusi con esposizione ad acari, polveri sottili, muffe. Il fumo di sigaretta, attivo e passivo, è molto pericoloso per il bimbo con problemi respiratori. È noto che il fumo passivo agisce in modo negativo sullo sviluppo polmonare e intellettivo dei feti e dei neonati. Altri fattori a rischio - conclude lo specialista sono la malnutrizione, il basso peso alla nascita, la mancanza di allattamento materno, il mancato rispetto del calendario vaccinale consigliato».
 
Muffe nelle scuole e smog nelle strade
I fattori a rischio delle malattie respiratorie sono diversi. È ancora l’esperto a tracciare il quadro della situazione. Salvatore Cazzato (nella foto) ribadisce che «ci sono fattori di rischio su cui si può intervenire. A partire dalle mani che sono il veicolo privilegiato per trasmettere quasi tutti gli agenti infettivi. Quindi, è bene lavarsi sempre le mani prima e dopo aver accudito un bimbo». Inoltre, «è da evitare il contatto dei bambini più piccoli con altri bambini o adulti affetti da infezioni alle vie aeree. Quindi, è importante favorire l’allattamento al seno». Ma non è finita qui. Secondo il medico, «occorre evitare di portare il bambino vicino alle arterie stradali ad elevata densità di traffico. Poi, va considerata la presenza di muffe a casa e talora nelle scuole: una presenza molto più frequente di quanto si pensi. È perciò fondamentale favorire il ricambio di aria e bonificare gli ambienti con l’aumento della ventilazione e l’utilizzo di sostanze appropriate». È inoltre necessario «praticare le vaccinazioni consigliate dal calendario nazionale sia nei bambini sia negli adulti; in particolare, si raccomanda la vaccinazione delle donne in gravidanza contro l’influenza e la pertosse per proteggere i nascituri nei primissimi mesi di vita».
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Martedì 3 Ottobre 2017, 13:03 - Ultimo aggiornamento: 03-10-2017 13:03

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